Vincenzo Muccioli, FanPage accusa Netflix: “getta ombre sulla morte”, Red Ronnie interviene

07 Gen 2021 Fabiano Minacci • Tempo di lettura: 3 minuti

vincenzo muccioli

Vincenzo Muccioli è stato il fondatore della Comunità di San Patrignano e proprio in questi giorni Netflix ha pubblicato il documentario SanPa che ha mostrato vari fatti della sua vita travagliata, compresi i due processi a suo carico.

Un uomo che ha diviso l’opinione pubblica e che grazie al suo centro ha indubbiamente aiutato migliaia di tossicodipendenti ad uscire dal tunnel della droga, anche se i modi con cui lo ha fatto sono stati spesso additati come sbagliati ed immorali.

Malato da tempo, Vincenzo Muccioli si è spento nel 1995 in circostanze mai rivelate né alla stampa, né alla famiglia: suo fratello Pier Andrea Muccioli, infatti, proprio nel documentario su Netflix, ha confessato che né lui né sua mamma hanno mai saputo la verità.

“Giovanni Muccioli è morto a 61 anni, stroncato da un male che solo i medici che lo hanno assistito sanno”, dice la voce narrante.

All’epoca, come riportato dal documentario, si era sparsa voce che Giovanni Muccioli fosse morto di AIDS. Notizia non smentita dai protagonisti di SanPa. Il giornalista Fabio Anibaldi alle telecamere di Netflix ha confessato:

“Lui ci aveva parlato di un suo possibile contagio quando aveva accudito il primo ragazzo morto di AIDS al quale lui era molto legato, Renzo Pesco. Ci disse che il contagio sarebbe potuto essere avvenuto pungendosi con una siringa anche se mi sembra abbastanza strana come cosa, ma non lo escludo”.

Anche Walter Delogu, ex di San Patrignano, ha dichiarato:

“Vincenzo arrivava da un’altra cultura: da quella romagnola del maschio conquistatore e ballerino. Quindi io sono sicuro che Vincenzo non ha mai ammesso neanche a se stesso un’omosessualità perché per lui era molto difficile”.

FanPage: “SanPa diventa morboso sul finale”

FanPage, in merito al documentario, ha così scritto:

Purtroppo la miniserie – diversamente da quanto lascia intendere soprattutto nei primi due episodi – non mantiene il distacco del giornalista, non è neutrale, anzi a un certo punto non fa altro che ravanare sempre di più negli aspetti irrisolti del ruolo di Muccioli dell’omicidio Maranzano, dei suicidi di Natalia Berla e Gabriele De Paola. È un crescendo quasi irritante che si fa addirittura morboso nel finale, quando getta ancor più ombre sulla morte, che sarebbe sopraggiunta per AIDS, dovuta a una storia d’amore con uno dei ragazzi, Renzo Pesco”.

 

Vincenzo Muccioli, Red Ronnie interviene

Red Ronnie, che già nel documentario SanPa ha dichiarato: “Hanno cercato in tutti i modi di destabilizzare la credibilità di Vincenzo Muccioli ma non ci sono mai riusciti. Cosa ti rimane? Ti rimane di dire che è un fr*cio“, fra le pagine di Dagospia ha rimarcato:

“Per finire con l’accusa di omosessualità a Muccioli (falso, ma se anche fosse stato vero, che male ci sarebbe?) e l’affermazione che è morto di AIDS (anche questo falso). […] Penso seriamente che anche questa serie Sanpa, soprattutto la 5a puntata, possa essere denunciata per grave diffamazione. Continuerò per sempre a dare voce a chi ha avuta salva la vita grazie a San Patrignano”

 

Renzo Pesco, in SanPa di “Netflix”
Share this article

Non vuoi perderti le ultime news?

Seguici anche su Facebook, Instagram e

Twitter!