LGBT

Due bambine rimaste orfane vengono affidate allo zio gay. “Sono unito civilmente, ma per lo Stato il mio compagno non esiste”

Fabiano Minacci 20/04/2026

article-post

Nel 2019 a Ragusa c’è stato l’ennesimo femminicidio causato da Simone Cosentino, uomo che non ha mai accettato la fine del proprio matrimonio con Alice Bredice e per questo motivo l’ha uccisa. Lo ha fatto di notte, sparandole mentre dormiva, per poi rivolgersela contro sé stesso poco dopo. Una tragedia scoperta il mattino successivo dalle due figlie, di sei e sette anni, che da quella notte hanno perso entrambi i genitori per volere del padre che le ha costrette a scoprire i corpi. Una storia purtroppo non straordinaria, ma che ha fatto notizia perché il Tribunale ha deciso di affidare allo zio Alessandro Bredice la custodia delle due minori di cui è diventato genitore affidatario. Lui però è da tempo unito civilmente con il compagno Andrea Gilestro, ma per lo Stato italiano oggi solo Alessandro è genitore delle due nipoti. E questo ovviamente non sarebbe successo se la coppia fosse stata eterosessuale.

A raccontare questa storia è stato il giornalista Pasquale Quaranta su La Stampa che ha raccontato: “La telefonata arriva all’alba. È la Polizia. In poche ore Alessandro Bredice e il suo compagno Andrea Gilestro partono da Torino per Ragusa. Due bambine hanno appena perso entrambi i genitori: la madre, vittima di femminicidio, e il padre che si è tolto la vita subito dopo. Da quel giorno nasce una nuova famiglia. Ma per lo Stato italiano no. Per la legge il genitore è uno solo, Alessandro, fratello della donna uccisa. Andrea, che le cresce ogni giorno insieme a lui, non esiste. Una coppia eterosessuale sposata non avrebbe questo problema. Una coppia gay unita civilmente, come questa, sì: è il vuoto normativo che questa storia mette in luce e che il matrimonio egualitario risolverebbe“. Nell’articolo Quaranta ha riportato anche un virgolettato di Alessandro Bredice: “Il padre assassino si è suicidato. Ora la legge riconosca la nostra famiglia“.

Cresciute dagli zii, ma per lo Stato solo uno è il genitore

Nonostante il fatto sia avvenuto nel 2019, La Stampa ne ha parlato oggi.

Quando Alice Bredice è stata uccisa aveva 33 anni. Il padre, quindi nonno delle due nipotine affidate allo zio, ai giornalisti ha così raccontato: “Simone era ossessivo con mia figlia, la seguiva ovunque e non poteva mai allontanarsi da sola. Erano sempre insieme. Era riuscito ad allontanarla da tutti noi e dagli amici che aveva qui in Piemonte. Non potevamo neanche andare a trovarla a Ragusa, ce lo aveva vietato”. Anche lo zio di Alice ha parlato con la stampa: “Da tempo mi diceva che era diventato possessivo, la controllava sempre in modo ossessivo e la stalkerizzava telefonandole più volte al giorno, nonostante fosse in servizio in polizia. Forse aveva paura di perderla, ma per mia nipote la situazione era diventata insostenibile e mi diceva: «Zio, questo non è amore»”.

Questa è l’ipocrisia dello Stato italiano: se lo zio fosse stato sposato con una donna, anche lei sarebbe diventata automaticamente madre affidataria delle due minori; essendo invece il compagno dello zio un uomo, questa possibilità non gli è stata concessa.

Potrebbe interessarti anche