LGBT

Pascal Kaiser aggredito dopo aver chiesto al fidanzato di sposarlo

Fabiano Minacci 09/02/2026

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Una settimana dopo aver emozionato la Germania con una proposta di matrimonio in diretta davanti a 50.000 persone, l’arbitro Pascal Kaiser è stato vittima di un’aggressione violenta che lui stesso collega a quell’atto pubblico d’amore. Un atto d’amore che ha fatto il giro del mondo e che è diventato virale.

Come vi ho raccontato in questo precedente articolo, lo scorso venerdì, a margine della partita di Bundesliga tra Colonia e Wolfsburg, l’arbitro Pascal Kaiser ha chiesto al suo fidanzato Moritz di sposarlo davanti a quasi 50.000 spettatori riuniti al Rhein Energie Stadion, ottenendo un bel sì. L’arbitro, da sempre molto attivo nella lotta contro l’omofobia, era diventato un simbolo di visibilità LGBTQ+ nel mondo del calcio. Ma quella proposta da favola, stando alle sue parole, si è trasformata in incubo. Nella notte tra sabato e domenica, infatti, più di una settimana dopo il sì di Moritz, Pascal Kaiser è stato aggredito fisicamente a casa sua da tre uomini. Il giorno prima aveva ricevuto minacce esplicite che menzionavano persino il suo indirizzo e aveva immediatamente allertato la Polizia.

Per le forze dell’ordine non c’era però pericolo imminente e non hanno fatto nulla. Purtroppo per, ore dopo questa rassicurazione da parte della Polizia, mentre era uscito in giardino per fumare una sigaretta, tre uomini lo stavano aspettando e lo hanno aggredito violentemente. E Pascal Kaiser non ha dubbi: è sicuro che si tratti di omofobia e ha stabilito un collegamento diretto tra l’attacco e la proposta di matrimonio fatta allo Stadio.

Chi è Pascal Kaiser

Pascal Kaiser è un arbitro di calcio dell’Oberliga Niederrhein, la massima categoria dilettantistica tedesca, ed è molto conosciuto in Germania. Ha dichiarato pubblicamente la sua omosessualità nel 2021 e alla prima partita diretta dopo il coming out è stato applaudito dai giocatori e dagli staff di entrambe le squadre. Come riportato anche da Gay.it, durante un’intervista a Schwulissimo ha raccontato perché ritiene la visibilità una responsabilità personale. “Considero questo il mio compito: dare visibilità. Essere portavoce. E dare coraggio alle persone che non hanno ancora la forza di esporsi“.

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