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Irene Ghergo, opinioni e aneddoti su Signorini, Costanzo e Bonolis: “Boncompagni diceva che urlava troppo”

Anthony Festa 08/06/2026

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Dall’inizio degli anni ’80, con Pronto Raffaella, Non è la Rai, Popstars e Belve, Irene Ghergo ha contribuito al successo di decine di programmi, anche quello del GF Vip di Signorini. La famosa autrice era tra le persone più fidate di Alfonso, tanto che lui nel 2020 a Tv Sorrisi e Canzoni ha dichiarato che solo lei e un dirigente Mediaset curatore del reality potevano entrare con libertà nel suo camerino. A distanza di più di un anno dall’addio del conduttore al Grande Fratello Vip e di qualche mese dal caos generato dalle rivelazioni di Fabrizio Corona a Falsissimo, la donna che ha reso grandi decine di trasmissioni si è esposta e ha detto cosa pensa di quello che è accaduto al suo amico.

Irene Ghergo dietro all’ascesa di Signorini: “Un caro amico, ma è stato incosciente”.

Nelle ultime edizioni del Grande Fratello e del Grande Fratello Vip, Irene Ghergo è stata nominata più volte da Signorini, ma il loro rapporto va ben oltre quello lavorativo. I due si sono conosciuti diversi anni fa e a una cena lei gli promise che l’avrebbe reso popolare: “L’ho conosciuto durante una cena e intuii delle grandi potenzialità. ‘Farò di te una star’, gli dissi congedandolo. Lui se ne andò incredulo. Chiambretti era titubante e mi disse, ‘in video non ce la farà’. – ha dichiarato a Panorama nel 2016Sostituì all’ultimo minuto Roberto D’Agostino a Chiambretti C’è e funzionò“.

In diverse interviste l’ex presentatore del GF Vip ha ricordato la cara amica, il loro sodalizio professionale e anche il legame umano lontano da telecamere e riunioni. Sei anni fa a Tv Sorrisi e Canzoni ha raccontato: “Nel mio camerino entrano solo l’autrice Ghergo e Odoni, dirigente Mediaset e curatore del programma. Sa, con loro facciamo anche le vacanze insieme a casa mia… Io condivido il camerino solo con chi condivido pezzi di vita privata. Con gli altri autori, che sono amici pure loro, faccio le riunioni in veranda, fuori dal camper“.

Un’amicizia confermata dalla stessa Irene Ghergo oggi al Corriere della Sera, dove ha commentato ciò che è accaduto di recente a Signorini, tra le dichiarazioni di Fabrizio Corona e le accuse di alcuni ragazzi: “Un caro amico, un signore colto, un bravissimo conduttore. Non meritava quello che è capitato. Purtroppo sui social è stato un incosciente“. Per quanto riguarda il commento sui social, probabilmente si riferisce agli scambi di messaggi, le videochiamate e i vocali che Alfonso ha fatto con alcuni giovani.

Gli aneddoti sulle grandi star della tv.

Irene Ghergo è una sorta di enciclopedia degli ultimi 40 anni di televisione, ha lavorato con i più grandi ed è stata artefice della riuscita di moltissimi titoli. Tra le tante cose che l’autrice ha raccontato al Corriere della Sera, c’è anche un aneddoto su Maurizio Costanzo e la sua tipica reazione serafica ogni qual volta saltava un ospite di Buona Domenica: “Alle riunioni per Buona Domenica c’era sempre il dramma dell’ospite che non poteva venire. Maurizio, imperturbabile: “Togliete ‘a sedia””.

Anche Non è la Rai è stata una creatura della Ghergo, che ha scritto il programma insieme a Gianni Boncompagni. Dopo Enrica Bonaccorti, la celebre trasmissione di Mediaset è stata affidata a Paolo Bonolis (che l’ha condotta per un anno prima che passasse ad Ambra Angiolini), su cui però Boncompagni nutriva qualche dubbio: “Gianni non era convinto di Paolo. Diceva, “Urla troppo””.

La nota autrice ha poi svelato com’è nato Non è la Rai, lo show che è diventato un vero e proprio fenomeno di costume degli anni ’90: “Nacque in via dell’Anima a casa di Berlusconi. Silvio credeva che fossi la moglie di Boncompagni: “Prego, signora, si accomodi”. A pranzo raccontava barzellette. Gianni, quasi sordo, lo fissava inespressivo, non rideva. E io gli davo i calci sotto al tavolo. Gianni presentò richieste assurde: buttare tutte le telecamere, totale autonomia. Berlusconi capì che quel programma era speciale e lo accontentò. Nel promo c’era Enrica Bonaccorti davanti a un plotone di esecuzione“.

Anche da testimonianze e racconti come questi della Ghergo abbiamo la conferma che la riuscita di un programma, la sua possibile trasformazione in un cult, è frutto soprattutto del lavoro di chi è dietro alle telecamere e lavora senza il calore dei riflettori costantemente addosso.

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