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Il Musazzi su The 50: “Girato in 8 giorni, molte battute con Tavassi non andate in onda… impubblicabili a livello umano e morale”

Fabiano Minacci 29/05/2026

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Nel cast della prima edizione di The 50 c’è anche Stefano Musazzi, conosciuto dal pubblico semplicemente come Il Musazzi. Diventato popolare come anti-influencer e pungente osservatore del mondo dei creator digitali, oggi è uno speaker radiofonico di R101. Lo scorso anno (il programma è stato registrato a fine settembre) si è concesso il suo primo reality, un esperimento alla Squid Game che è durato in tutto meno di dieci giorni. “Ero certo che questo programma funzionasse” – ha dichiarato Il Musazzi fra le pagine di FanPage – “Aveva tutti i requisiti affinché un programma del genere in Italia possa funzionare. È il fascino del disagio, no? E poi dal punto di vista mediatico, è incredibile. Hanno messo dentro 50 persone che funzionano fortissimo“.

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Il Musazzi ha poi spergiurato che nessuno seguiva un copione ma che tanti esperti di reality sapevano dove e come calcare la mano per apparire al meglio, come ad esempio Francesco Chiofalo e Paola Caruso. “È un mix tra un Grande Fratello con una parte game molto accentuata, come potrebbe essere uno Squid Game. Ma senza morti. Purtroppo, oserei dire“. Un cinismo che, a suo dire, gli appartiene davvero e non rappresenta soltanto un personaggio costruito per il pubblico. Proprio per questo atteggiamento molte delle battute pronunciate durante il programma non sarebbero poi state incluse nel montaggio finale e quindi non sono mai andate in onda. “Le battute che abbiamo fatto io e Tavassi non sono state messe tutte, probabilmente perché impubblicabili a livello umano e morale“.

Il Musazzi: “Io e Tavassi ci siamo trovati subito”

A proposito del rapporto con Edoardo Tavassi, Il Musazzi ha aggiunto: “Non lo conoscevo, ma ci siamo trovati subito. Siamo stati una fucina di battute, ne facevamo una dietro l’altra, molto divertenti. Il nostro unico obiettivo era ridere. Non ho mai riso così tanto in maniera consecutiva nella mia vita per quegli otto giorni totali“. Molti altri invece non solo non li conosceva, ma non ha mai imparato neanche il loro nome. “Non sapevo neanche i nomi di tanta gente. Tant’è che durante i confessionali, quando gli autori mi chiedevano cosa ne pensassi di Tizio che flirtava con Caio, non capivo neanche a chi si riferissero. A me piaceva stare lì e ridere“.

Musazzi ha infine ribadito che gli autori non suggerivano alcun comportamento ai concorrenti e che non esisteva alcun copione prestabilito. Secondo lui, i partecipanti sono stati semplicemente messi insieme all’interno del programma senza indicazioni particolari, lasciando che gli eventi si sviluppassero in modo spontaneo e naturale. Ha poi chiuso con un appunto sulla maschera del Leone. “Ti posso dire che avrei calcato ancora più la mano. Il Leone l’avrei fatto più cattivo, se devo dirti la verità“.

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