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Fabrizio Corona sanzionato dopo la puntata di Falsissimo su Raoul Bova

Fabiano Minacci 05/09/2026

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Fabrizio Corona non è in causa solo con i fratelli Berlusconi, Alfonso Signorini e Belen Rodriguez, ma anche con Raoul Bova a causa di quella puntata di Falsissimo in cui è stata svelata la presunta tresca fra lui e Martina Ceretti a suon di chat e messaggi vocali. A fornire quel materiale a Corona, come ha poi confessato, è stato un amico della ragazza.

Quel materiale, però, come ha stabilito il Garante per la protezione dei dati personali, è stato diffuso illecitamente. Secondo l’Autorità, infatti, quelle conversazioni riguardavano la vita personale e affettiva dell’attore e la loro pubblicazione non poteva essere giustificata da un “reale interesse pubblico“.

Per questi motivi, a Fabrizio Corona è stata inflitta una sanzione amministrativa di 4.950 euro. Nel provvedimento viene specificato che l’importo è stato determinato anche considerando che non risultavano redditi fiscalmente dichiarati nell’anno preso in esame.

Ecco perché Fabrizio Corona è stato multato: “Contenuti fini alla spettacolarizzazione e all’alimentazione del gossip”

Nella sentenza si legge che essere una persona famosa non significa perdere automaticamente il diritto alla privacy. La notorietà, infatti, non autorizza a rendere pubbliche informazioni personali quando queste non hanno un concreto interesse per la collettività. Nel caso esaminato, l’Autorità ha inoltre sottolineato come la diffusione dei contenuti fosse legata soprattutto a finalità di spettacolarizzazione e di alimentazione del gossip. Una modalità che, secondo il Garante, avrebbe avuto conseguenze anche sulla reputazione di Raoul Bova, con possibili ripercussioni sia sulla sua vita privata sia sulla sua attività professionale.

Raoul Bova, quando hanno tentato di “vendergli” le sue chat

Come confessato dall’attore ai tempi dello scandalo, queste chat sono state date a Corona dopo che lui aveva rifiutato di “comprarle”.

C’è stato un ricatto, hanno tentato di chiedermi dei soldi in cambio di queste chat. Sono stati tre giorni di tempestive telefonate ‘se non paghi mandiamo le chat a Corona’. E questo pone parecchi interrogativi. Io, conoscendo bene quegli audio, ho pensato che non ci fosse motivo di pagare, non volevo cedere al ricatto. E se una volta accetto un ricatto? Ce ne sarà un altro ancora? Prenderanno altre chat? Così ho deciso di non accettare questo ricatto“. E anche su questo aspetto le autorità dovranno indagare.

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