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Amanda Lear sui look copiati di Madonna e il flop con Adriano Celentano: “Lui è superstizioso. Ha dato la colpa a me”
Anthony Festa 23/08/2026

Durante la sua lunga carriera Amanda Lear ha conosciuto e lavorato con decine di famosi artisti, da Salvador Dalì e David Bowie ad Adriano Celentano e di alcuni loro ha parlato in una lunga chiacchierata al Versilia Cult davanti al Palazzo Mediceo a Seravezza.
La star ha ricordato l’incontro con Dalì, il nuovo progetto con Ferzan Özpetek, la storia con Bowie e ha poi dichiarato che Madonna per l’immagine in Confessions On a Dancefloor del 2005 si è ispirata ai suoi look degli anni ’70, come quelli sfoggiati nel programma Stryx: “Dovete capire che Madonna è una molto furba, lei ha capito che il look disco giusto era questo, come il mio, ai tempi andava molto questa pettinatura alla Farrah Fawcett. Dunque, quando lei ha lavorato a questo suo album disco ha voluto rifare questo look“.
Non è la prima volta che la cantante afferma di essere stata copiata dalla Ciccone. Nel 2005, ospite nella trasmissione francese On Ne Peut Pas Plaire à Tout le Monde, Amanda ha sentenziato: “Guardate le mie foto di molti anni fa… è singolare pensare che oggi, la più grande star al mondo, Madonna, è costretta a imitare la mia acconciatura“. Niente a confronto di quando nel 2021 ha detto che Madonna si stava ridicolizzando e che lei non invidiava per nulla la regina del pop.
Anche a Belve, nell’intervista andata in onda lo scorso aprile, la Lear ha lanciato una frecciatina alla popstar di Hung Up: “A un certo momento ero invidiosa di Madonna. Perché mi dicevo, ‘ma questa donna, mi dispiace, ma non è questo granché’. Poi l’ho vista varie volte sul palco e devo dire che è una brava showgirl, cantante no, ma showgirl sì“.
Amanda Lear e il film flop con Adriano Celentano
Dopo aver rivelato che Madonna si sarebbe ispirata ai suoi look, Amanda Lear ha ricordato il film di Adriano Celentano del 1978, Zio Adolfo in arte Führer. L’artista ha ammesso che la commedia diretta da Celentano è stata uno dei progetti meno riusciti ai quali ha lavorato: “Ci sono cose del mio passato che non rifarei. Ho fatto dei programmi che non mi piacevano per nulla, ma anche dei film, ma questo si fa per pagare l’affitto. Purtroppo è così. Ho fatto un film con Adriano Celentano che era un disastro. Nessuno l’ha visto comunque“.
La splendida ottantaseienne ha raccontato che la pellicola. oltre ad essere stata un flop, ha anche avuto dei problemi legali, dovuti ai diritti di uno dei brani che lei aveva cantato: “Adriano Celentano è molto superstizioso. Il mio colore preferito è il viola, mi vesto spesso viola dalla testa ai piedi. In Italia ho scoperto successivamente che per molti porta jella. Sono arrivata per girare il film, che avevo questo look totalmente viola. La mia parte era quella di una cantante tedesca che cantava Lili Marlene. Un giorno ci sono arrivati dei documenti dalla Germania, perché Fassbinder aveva acquistato i diritti della canzone Lili Marlene. Ci è stato proprio detto che non avevamo alcun diritto di cantare il pezzo nel film. Per noi non è stato facile, abbiamo dovuto rifare il film usando un’altra canzone. Il film ha fatto un tonfo abissale e Celentano ha detto che era tutta colpa mia“.
Una simile stroncatura per Zio Adolfo in arte Führer, Amanda Lear l’aveva già fatta su La Repubblica, dove aveva definito il film di Adriano Celentano come orrendo: “Un mio rimpianto è il primo film girato in Italia. Zio Adolfo in arte Führer. Un disastro. Interpretavo una cantante tedesca alla Dietrich, ma Celentano, superstizioso, si convinse che Marlene porta sfortuna, poi ha dato la colpa a me e al mio vestito viola del flop. Il film era orrendo“.
La Lear non ha tutti i torti, Zio Adolfo in arte Führer non è certo tra i successi del Molleggiato e ai tempi anche i critici cinematografici non hanno speso belle parole per l’opera.








