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Chiara Ferragni, chiuse le indagini preliminari: 4 gli indagati

Fabiano Minacci 04/10/2024

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La Procura di Milano ha ufficialmente chiuso le indagini preliminari in vista della richiesta di processo nei confronti di Chiara Ferragni e di altre persone per l’accusa di truffa aggravata. Al centro dell’inchiesta, coordinata dal pm Cristian Barilli e dall’aggiunto Eugenio Fusco e condotta dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza, ci sono i casi di presunta pubblicità ingannevole legata alle vendite, a prezzi maggiorati e mascherate con iniziative benefiche, avvenute tra il 2021 e il 2022, del pandoro Pink Christmas Balocco e delle uova di Pasqua-Dolci Preziosi.

Gli indagati sono in tutto quattro: Chiara Ferragni, Alessandra Balocco (legale rappresentante di Balocco s.p.a), Francesco Cannillo (presidente di Dolci Preziosi) e Fabio Damato (general manager di Tbs Crew e Fenice s.r.l).

L’imprenditrice digitale al momento non ha commentato la vicenda, ma i suoi avvocati si sono detti fiduciosi che in fase di processo verrà stabilita la sua innocenza. “Riteniamo che questa vicenda non abbia alcuna rilevanza penale e che i profili controversi siano già stati affrontati e risolti in sede di Agcom. Avvieremo al più presto un confronto con i pubblici ministeri e confidiamo in una conclusione positiva della vicenda. Chiara Ferragni ha fiducia nel lavoro della magistratura e che la sua innocenza venga acclarata quanto prima“. Secondo la procura, invece, le indagini “hanno permesso di ricostruire la pianificazione e diffusione di comunicazioni di natura decettiva, volte a indurre in errore i consumatori in ordine al collegamento tra l’acquisto dei prodotti pubblicizzati e iniziative benefiche“.

Chiara Ferragni, ora cosa succederà?

Come riporta RaiNews: “Secondo il codice, con l’atto di chiusura dell’inchiesta, il cosiddetto 415 bis, la difesa ha tempo 20 giorni per presentare documenti, memorie o per far rendere interrogatorio al proprio assistito, con lo scopo di dimostrare l’innocenza dell’indagato o l’insussitenza delle contestazioni e di ottenere una richiesta di archiviazione. In caso contrario i pm vanno avanti ed esercitano l’azione penale con la richiesta di rinvio a giudizio o con la citazione diretta a giudizio“.

 

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