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Troupe Rai aggredita: “Insulti, minacce, spintoni”

Fabiano Minacci 05/01/2026

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Una troupe Rai è stata aggredita mentre stava lavorando e sarebbero volate minacce, insulti e pure qualche spinta. A raccontare quanto accaduto, senza entrare nei dettagli, è stato Marco Salaris che su X ha espresso prima piena solidarietà ai giornalisti Domenico Marocchi e Alessandro Politi, poi spiegato cosa è successo.

Piena solidarietà a Domenico Marocchi, al collega Alessandro Politi, alla troupe Rai aggredita” – le sue parole – “durante delle riprese sono stati avvicinati da delle persone che hanno iniziato ad insultarli con fare minaccioso. Domenico è stato anche spintonato“. Sui social di Marocchi e Politi non una parola sull’aggressione, ma l’inviato de La Volta Buona proprio in risposta a Salaris ha scritto: “Grazie ragazzi, tutto ok ora“. Al momento non sono chiare le dinamiche dei fatti, ma poche ore fa Domenico Marocchi si trovava a Crans Montana dove hanno perso la vita quaranta ragazzi nell’incendio del locale Le Constellation.

In merito a questa strage oggi Antonella Clerici a È Sempre Mezzogiorno si è commossa. “Io sono mamma di una ragazza di 16 anni e posso solo provare a immaginare il dolore di quei genitori“, ha esordito. “Però quello che ho letto l’ho trovato profondamente vergognoso, perché un ragazzo di 16 anni, in un contesto di paese di montagna, è lì con la sua famiglia, magari brinda con loro, poi esce. I genitori sono sereni, perché in montagna c’è un senso di tranquillità, va a prendere qualcosa in un bar o in un pub senza usare l’auto, perché lì funziona così, e poi accade una tragedia immensa. I ragazzi riprendono con i telefoni: è normale, hanno 16 anni, non capiscono davvero cosa stia succedendo, pensano sia una bravata, una goliardata, e poi all’improvviso è troppo tardi e tutto precipita. L’unica cosa che possiamo fare davanti a eventi del genere è pregare, per chi crede, e stringerci con tutto il cuore ai genitori, perché questa è una disgrazia dalla quale probabilmente non si riprenderanno mai. Non dobbiamo giudicare, perché farlo è ripugnante, è qualcosa di indegno, privo di qualsiasi empatia. Tutti noi abbiamo attraversato dolori e difficoltà, il 2025 è stato un anno molto duro, ma ricordiamoci che l’empatia è fondamentale: senza di essa, tra di noi, rischiamo di perdere la nostra umanità“.

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