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“I trans opera di Satana”: lo scontro tra il pastore Luigi Carollo e Carly Tommasini

Fabiano Minacci 10/10/2026

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Un confronto che sulla carta doveva essere un dibattito civile (anche se personalmente, nel 2026, abolirei qualsiasi dibattito in cui viene data la parola a chi espone pensieri omo-transfobici, ma questa è una mia opinione) si è trasformato in una sequenza di dichiarazioni surreali. Nell’ultimo episodio del podcast Pianeta B12, si sono seduti allo stesso tavolo l’attivista trans Carly Tommasini e il pastore evangelico Luigi Carollo, che guida la Sabaoth Church di Modena, per parlare di identità di genere e fede.

Durante la puntata, il pastore Carollo non si è fatto problemi a tirare in ballo il demonio e Sodoma e Gomorra per giustificare la sua visione della comunità LGBTQIA+: “Tra tutte le opere di Satana c’è anche l’omosessualità. C’è un’opera del diavolo, anche chi è nell’alcol sta facendo l’opera del diavolo, si distrugge il corpo. Potevo scegliere di essere un mafioso o un bravo cristiano. Ho scelto la seconda… La mafia è un’opera di Satana e io l’ho rifiutata per seguire Gesù“, ha detto. Non contento, ha poi sfoderato una teoria personalissima sull’origine dell’identità trans, sostenendo che, se Carly fosse cresciuta a casa sua, non avrebbe mai fatto la transizione: “Se Carlo fosse nato nella famiglia Carollo, oggi sarebbe uomo. Perché io e mia moglie abbiamo incentivato l’essere maschio con mio figlio. Non c’è un gene omosessuale… alla base c’è sempre un trauma“.

Scontro tra il pastore Luigi Carollo e Carly Tommasini: “Tra le opere di Satana anche l’omosessualità”

Per avvalorare la sua tesi, il religioso ha persino raccontato l’aneddoto di un ragazzo che sarebbe diventato omosessuale dopo essere stato “legato a una sedia in chiesa a 12 anni e costretto a guardare un rapporto tra un prete e un altro uomo“. Una follia.

Carly, che per fortuna ha una testa pensante, non è certo rimasta a guardare e ha risposto punto su punto, smontando sia la retorica del “lo dico per amore” usata dal pastore per giustificare le sue dichiarazioni omo-transfobiche, sia i suoi attacchi al Pride e alla presunta propaganda nelle scuole. “La mia esistenza ha trovato nella transizione una forma evolutiva della mia coscienza e della mia spiritualità. Io non mi sono sentita nata in un corpo sbagliato, ho sentito la necessità di cambiare per aderire a sentimenti corretti. Se tu mi dici che lo fai per amore, ma poi definisci la mia esistenza un’opera di Satana, quello non è amore. È giudizio e volontà di controllo“.

Carly Tommasini ha poi sottolineato l’ipocrisia di chi cita la scienza solo quando fa comodo: “Se siamo persone di fede, dobbiamo credere a qualcosa di non tangibile. Se poi prendi la scienza a cherry-picking solo per controdibattere all’esistenza di una persona che è qui ed è visibile, la trovo una visione molto ipocrita”. Lo scontro si è spostato infine sulle manifestazioni per i diritti, con il pastore che ha criticato gli “eccessi” del Pride, parlando di “uomini al guinzaglio” e sostenendo di rappresentare l’italiano medio. Immediata la chiosa di lei: “Il Pride esiste perché tuttora ci sono ragazzini che vengono menati perché gay e c’è una politica che cerca di non farci apparire. E no, tu non rappresenti la maggioranza degli italiani, non parlare a nome loro.”

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