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The 50, retroscena e polemiche sulle registrazioni: “Clima teso, attese lunghissime”
Fabiano Minacci 13/09/2026

The 50 si prepara a tornare su Prime Video con una seconda stagione che, almeno sulla carta, sembra avere tutte le carte in regola per replicare il successo della prima. Le registrazioni sono in corso d’opera e, inevitabilmente, sono già iniziati a circolare i primi spoiler tra eliminazioni, ritiri e discussioni e risse sfiorate.
Al momento conosciamo solo 40 dei 50 concorrenti e fra loro figurerebbero diversi volti già noti al pubblico dei reality: Lorenzo Spolverato, Javier Martinez, Maria Teresa Ruta, Lucia Ilardo, Renato Biancardi e Ibiza Altea. Con loro anche Stefania Orlando, che sarebbe però già uscita dal gioco, e Jessica Morlacchi, che avrebbe invece deciso di abbandonare volontariamente. Il cast sembrerebbe essere decisamente affollato di ex gieffini, oltre i già citati ci sarebbero infatti anche Alex Belli, Aida Yespica, Genny Urtis, Elenoire Ferruzzi, Stefano Bettarini, Matilde Brandi insieme alle figlie, Aida Nizar e Oriana Marzoli. Ma anche Clizia Incorvaia, Sonia Lorenzini, Dayane Mello, Guendalina Tavassi e Guendalina Canessa.
The 50, svelati i primi 40 concorrenti della seconda edizione https://t.co/rvASvB3BC4 #The50
— BICCY.IT (@BITCHYFit) September 13, 2026
The 50, retroscena e polemiche sulle registrazioni: “Clima teso, attese lunghissime”
A fornire un ulteriore punto di vista sulla seconda stagione è stata Deianira Marzano che ha dichiarato di aver parlato con un concorrente appena eliminato. Non ha fatto il nome della sua fonte, ma il racconto è decisamente credibile.
Secondo quanto scritto da Marzano sulla sua newsletter, in The 50 “ci sarebbero attese lunghissime, momenti nei quali i concorrenti vengono preparati pensando che una prova o una registrazione debba iniziare da lì a poco e poi, invece, si ritrovano ad aspettare per ore“. I poveri concorrenti, quindi sarebbero costretti ad attendere ore e “anche una semplice attesa può trasformarsi in qualcosa di esasperante“, ha scritto.

Un racconto commovente e straziante che è così continuato: “La persona con cui ho parlato mi ha descritto proprio questa sensazione: quella di non riuscire mai davvero a staccare Non c’è il momento in cui torni nella tua stanza, chiudi la porta e dici: “adesso basta”. Sei sempre dentro il programma. Sempre insieme agli altri. Sempre immerso in quella dinamica. Quando partecipano così tante persone contemporaneamente, tra adrenalina, confusione e competizione, può capitare che non tutti percepiscano allo stesso modo quello che sta succedendo. E lì inizierebbero le discussioni. “Perché lui ha potuto farlo?” “Perché a me hanno detto un’altra cosa?” “Questa cosa vale oppure no?”. Piccole situazioni che, dopo ore di stanchezza, possono diventare enormi“.
L’eroe che ha accettato di raccontare il suo sacrificio ha dichiarato che all’interno del Castello del Leone il clima “sarebbe spesso molto più teso di quanto possa sembrare dall’esterno“.
Deianira, toccata e provata da questa confessione, ha scritto: “La frase che più mi è rimasta impressa durante questa conversazione è stata, in sostanza: «Quando sei lì dentro, dopo un po’ non riconosci nemmeno più le persone.» Persone che normalmente sarebbero tranquillissime potrebbero diventare nervose. Persone che fuori eviterebbero uno scontro potrebbero reagire. E persone abituate a gestire molto bene la pressione potrebbero trovarsi improvvisamente al limite“.
“Mi è stato spiegato più o meno così: puoi trascorrere una giornata intera aspettando, partecipando a una prova, spostandoti da una parte all’altra e alla fine chiederti persino quanto di quello che hai vissuto finirà realmente in televisione. E questa cosa, soprattutto per persone abituate a programmi dove i concorrenti sono molti meno, potrebbe creare ulteriore frustrazione“.
Insomma, partecipare a The 50 non sarebbe esattamente una passeggiata di salute: ore di attesa, prove, discussioni, competizione e la terribile consapevolezza di non sapere quando finirà tutto (e se, soprattutto, il tuo sforzo finirà in televisione). Un vero inferno, praticamente. A questo punto non ci resta che ringraziare questi impavidi concorrenti per il sacrificio e augurare loro di tornare presto alla vita reale. Ai concorrenti rimasti lì, invece, non resta che stringere i denti e andare avanti. Perché dopo tutto questo sacrificio, almeno una cosa dovranno portarla a casa: la soddisfazione di essere sopravvissuti.








