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Padova Pride Village: gli organizzatori confermano i mancati pagamenti: “25mila euro da saldare”

Fabiano Minacci 10/10/2026

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Il Padova Pride Village è una delle realtà LGBT+ più importanti e conosciute d’Italia, ma quest’anno è finito al centro di una polemica per alcuni pagamenti non saldati. Il caso è esploso anche online grazie a Selvaggia Lucarelli, che ha denunciato la situazione attraverso alcune storie pubblicate sul suo profilo Instagram. “Il Padova Pride Village da luglio non ha pagato le tante persone che hanno lavorato quest’estate per la manifestazione” – ha scritto – “Decine e decine di fatture non pagate. Molti soldi spesi per artisti come Gaia e Gabry Ponte, poi date annullate di Ditonellapiaga, Valeria Marini e altri, ma ormai i debiti accumulati erano troppi“.

In supporto a questo ha poi pubblicato svariati messaggi privati di presunti dipendenti che hanno lamentato il mancato pagamento. “Buongiorno Selvaggia. Purtroppo faccio parte anch’io di tutto questo. Cedolino ricevuto a luglio della serata fatta a giugno e nonostante le mail di sollecitazione …ad oggi non è ancora pervenuto il pagamento”, ha scritto una persona. E ancora un’altra: “A me non hanno pagato neanche giugno“; oppure: “Abbiamo tutti i cedolini paga regolari di questi mesi, ma siamo tutti rimasti a secco. È stato pagato solo giugno”. C’è anche chi ha sostenuto di aver addirittura anticipato dei soldi che non gli sarebbero mai restituiti. “Nel mio caso non sono mai stato pagato, nemmeno all’apertura che andai pagando di tasca mia con l’accordo di ricevere rimborso“.

Accuse mirate e molto precise che il Padova Pride Village ha…. confermato. A distanza di 48 ore da quelle segnalazioni, infatti, la società che organizza e gestisce la manifestazione, la Village Srl, ha ammesso le proprie responsabilità, confermando di aver accumulato dei ritardi nei pagamenti. L’azienda si è scusata e ha promesso di saldare tutte le somme dovute, che ammonterebbero, stando a quanto dichiarato dalla stessa società, a circa 25 mila euro totali. Lo ha fatto con una nota stampa diramata su Il Gazzettino. “Per quanto riguarda i compensi artistici ancora da saldare, l’importo complessivo è di circa 25mila euro. Riguardano circa 30 persone tra DJ, performer e ballerini (…) Nella comunicazione inviata via Pec agli artisti avevamo indicato il 30 settembre come termine per il saldo. Non siamo riusciti a rispettare quella scadenza”.

Padova Pride Village spiega perché ci sono stati ritardi nei pagamenti: “Gli incassi non sono stati sufficienti”

“Gentili Artisti, desideriamo aggiornarVi sulle circostanze che hanno determinato il ritardo nel pagamento dei compensi per le prestazioni artistiche regolarmente concordate e svolte, sulla base delle convocazioni e/o delle fatture emesse. Gli incassi della manifestazione sono stati insufficienti a far fronte a tutti gli impegni economici. A questa difficoltà si è aggiunto il mancato ricevimento del rimborso che Guest Music aveva garantito per la metà di settembre, sul quale avevamo fatto affidamento per provvedere al pagamento delle competenze artistiche ancora dovute. Alla data della presente, il rimborso non è ancora pervenuto e restiamo in attesa della sua corresponsione. Parallelamente, è stato richiesto un finanziamento per reperire le risorse necessarie a far fronte ai pagamenti e superare questa situazione di difficoltà. Comprendiamo il disagio che il ritardo sta causando e ce ne scusiamo. Confermiamo il nostro impegno a saldare i compensi dovuti, ma fino alla disponibilità delle risorse attese, non siamo in grado di indicare una data certa di pagamento. Sarà nostra cura comunicarVi tempestivamente gli sviluppi e le tempistiche di saldo non appena saranno definite. Cordiali saluti. Village S.r.l“.

Scuse pubbliche che a Selvaggia Lucarelli non sono affatto piaciute. “Incredibilmente dopo la mia denuncia di oggi l’organizzazione del Pride Village di Padova ha iniziato a rispondere ai suoi creditori. Scuse tardive e solo perché sono intervenuta io pubblicamente“.

Il Padova Pride Village è stato fondato nel 2008 da Alessandro Zan, ma dal 2025 non è più gestito da lui né dalla precedente società Be Proud Srl. Il marchio è passato a Heddy Media Srl e l’organizzazione è affidata a Village Srl, controllata da Heddy Media e diretta da Mario Chiavalin.

 

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