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Milo Infante, perché ha lasciato la Rai e cosa gli hanno proposto per trattenerlo: “Sul tavolo 600 mila euro”

Fabiano Minacci 12/07/2026

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Milo Infante ha rilasciato oggi una lunga intervista a Il Messaggero, nella quale ha parlato apertamente dei motivi che lo hanno spinto a lasciare la Rai.

Secondo il conduttore, la sua scelta non sarebbe stata dettata da ragioni economiche, anzi. Infante ha spiegato che percepiva uno stipendio di 174.280 euro lordi all’anno e che, dopo aver ricevuto un’offerta da Mediaset, la Rai avrebbe trovato una soluzione per trattenerlo, arrivando di fatto a triplicare il suo compenso. “Se avessi voluto fare cassa sarei rimasto“, ha dichiarato, svelando la controproposta ricevuta dopo aver comunicato la decisione di passare a Mediaset. “La direzione di Rai Digital e la soluzione economica adottata da Monica Maggioni è stata: uscire dall’azienda e rientrare con un contratto da esterno di 500-600 mila euro l’anno“.

Nonostante questa offerta ha però accettato di passare a Mediaset come conduttore di un programma in prima serata, un titolo quotidiano nella tarda mattinata di Rete 4 (che si intitolerà Ore 11 e andrà in onda dalle ore 11:00 alle ore 13:00, intervallato dal Tg4 delle 12) e la vice-direzione di VideoNews.

Milo Infante su Angelo Mellone: “Da anni voleva chiudere Ore 14”

Se ho lasciato io o sono stato costretto a farlo? Me ne sono andato io. Quando ho capito che il mio tempo era finito, restare non aveva più senso. È stato un percorso, non la decisione di una notte. Nei suoi cinque anni di vita Ore 14 è sempre stata la Cenerentola di Rai2. Nonostante gli straordinari risultati di ascolto del quotidiano e del serale (8,5% e 10,2% di share, ndr), fra Giro d’Italia, la striscia di Tommaso Cerno e altro, ho sempre dovuto difendere il programma con il coltello fra i denti. Lo dico perché ogni anno, anche questo, il responsabile del Day Time, Angelo Mellone, voleva chiuderlo per metterci La Porta Magica di Andrea Delogu, sostenendo che faceva concorrenza a La Volta Buona di Caterina Balivo“.

Poi, lo scorso dicembre Milo Infante ha dichiarato che qualcosa si è rotto definitivamente: durante una cena con l’ad Giampaolo Rossi e con il responsabile degli Approfondimenti Paolo Corsini, chiese una promozione, la direzione della Struttura Sviluppo Nuovi Format e l’avvicinamento al tetto salariale dei 240 mila euro lordi annui, ottenendo come risposta un: “Milo, va bene, considera già tutto fatto“. Il risultato? “Non li ho più sentiti“.

Milo Infante, le sue parole dopo la firma con Mediaset

Mediaset per me è un punto di arrivo. Ringrazio Pier Silvio Berlusconi per la fiducia e per l’opportunità di entrare a far parte di una realtà che rappresenta da sempre un punto di riferimento per la televisione italiana. Affronto questa sfida con entusiasmo, curiosità e con la voglia di mettere la mia esperienza al servizio di nuovi progetti e nuove idee“.

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