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Massimo Pericolo ha cambiato vita dopo il successo, tra buddismo e veri affetti: “I soldi non fanno la felicità”

Anthony Festa 29/07/2026

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Un passato difficile, fatto anche di eccessi, fino all’arresto nel 2014 durante un’operazione antidroga e proprio in carcere, Alessandro Vanetti ha deciso di adottare lo pseudonimo di Massimo Pericolo. Il cantante si è fatto notare nella scena rap già nel 2016, ma è arrivato al vero successo solo tre anni dopo, nel 2019, grazie al disco di debutto Scialla Semper.

Nei suoi testi Alessandro ha cantato di rabbia verso le istituzioni, le forze dell’ordine, il sistema giudiziario, ma anche di droga, violenza e dell’esperienza in carcere, ma già con il terzo disco, Le Cose Cambiano, ha iniziato a dare una svolta ai temi trattati. Adesso il trentatreenne ha cambiato radicalmente vita ed è pronto a raccontarlo in un album che dovrebbe uscire in autunno. Per il momento ha deciso di aprirsi con il giornalista Enrico Parola in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, nella quale ha mostrato un lato decisamente inedito di sé.

Massimo Pericolo ha capito che i soldi e la fama non erano una cura ai suoi conflitti interiori e che non potevano garantirgli serenità e pace. Adesso sta cercando di stare il più lontano possibile dalle negatività, anche grazie al buddismo e alla spiritualità: “Se ho cambiato davvero vita? Ora mi sveglio presto, curo il corpo con un’alimentazione sana ed esercizio fisico — palestra e arti marziali —; curo la mente con la meditazione buddhista, cerco di evitare qualunque negatività. Come ho fatto? In varie tappe: innanzitutto, ho capito una cosa: successo e soldi non danno la felicità. È la cosa che ripeto più spesso ai giovani che incontro“.

Massimo Pericolo, i primi passi verso il buddismo già in carcere

I concerti sold out, le collaborazioni con Mahmood (nella splendida Moonlight Popolare), con Madame, Emis Killa e Tedua, i soldi, la popolarità, ma giunto all’apice con lo show che ha tenuto al Forum di Assago, Massimo Pericolo ha capito che la strada che stava percorrendo non era quella giusta per lui.

La corsa per accumulare denaro e notorietà non ha colmato alcuni vuoti: “Anch’io finché non ho avuto i soldi credevo al cento per cento che facessero la felicità. Però poi, quando sono arrivato in cima alla montagna, mi è sembrato di avere sotto non la roccia, ma il vuoto. Mi ricordo la sera del debutto al Forum di Assago: un trionfo, un delirio, ma poi un senso di vuoto: cercavo qualcosa da postare sui social e non trovavo nulla. Ho capito che dovevo concentrarmi sull’essenziale, e mi sono accorto che in realtà lo avevo già prima“.

Alessandro ha realizzato che doveva concentrarsi sui veri affetti, quello per la sua compagna Giada, ma anche per i suoi più cari amici e poi ha trovato conforto nella spiritualità, alla quale si era avvicinato già in carcere: “È questo che regge. E lo spirito: soprattutto durante il carcere ci ho lavorato su. Don Marco, il prete del carcere, veniva a trovarmi — non sapeva niente di rap; io stavo già andando verso il buddhismo, ma ci univa il desiderio di essere felici, di trovare ciò che dura e che non illude“.

Il rapper adesso non vuole rinnegare il suo passato artistico, ma al Corriere della Sera ha specificato che ora non riuscirebbe mai a scrivere altri testi sulla sua vecchia vita e il vecchio modo di pensare e vivere il mondo. L’eventualità che smettendo i panni dell’artista maledetto possa perdere dei fan c’è, Alessandro lo sa bene ma ha dichiarato che è un rischio che deve e vuole correre.

La riflessione a Le Iene

A dimostrazione che il suo percorso di cambiamento è stato molto lento, nel dicembre del 2023, Massimo Pericolo è stato ospite a Le Iene, dove ha fatto delle riflessioni abbastanza profonde sull’accettazione del dolore: “Ho sempre combattuto con l’idea che il dolore fosse ingiusto, prendendo ogni difficoltà sul personale. Questo non ha fatto altro che logorarmi, togliendomi l’energia di affrontare direttamente i problemi, che ho sprecato in vari modi inutili per scappare e distrarmi. Oggi sono cambiato, ho imparato che è meglio se non ci sentiamo vittime, se ti senti sempre una vittima lo sarai per sempre“.

In quell’occasione il rapper ha dichiarato che il destino è un processo attivo che si fonda anche su ciò che abbiamo compiuto nel nostro passato e che il futuro dipende da quello che facciamo nel presente, sottolineando l’importanza della costanza e del non restare fermi: “Il futuro è determinato dalle iniziative che prendiamo adesso. Spesso ciò che ci impedisce di fare le scelte migliori non è la mancanza di conoscenze, ma il fare scelte emotive. Per cui se hai un sogno senza lavoro, un lavoro senza sogni, sappi che è difficile, perché serve più forza per costruire qualcosa che per distruggerlo. Suona come una condanna, ma è così soltanto se non ci lavori. E io ora sono convinto che fare sempre è più importante che fare sempre bene. Non smettere di crederci, io non l’ho fatto“.

 

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