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Il buon Fabio: “L’addio a Striscia un grande dolore, sono anni che non sento Mingo”
Fabiano Minacci 26/09/2026

Per 18 anni, Fabio De Nunzio è entrato nelle case degli italiani in silenzio, al fianco di Mingo. Per tutti era semplicemente “il buon Fabio” di Striscia la Notizia, l’accompagnatore muto di Domenico De Pasquale. Un duo artistico nato fra i banchi di scuola e che ha debuttato in video a TeleNorba. E quando Antonio Ricci li volle a Striscia la Notizia, nel 1997, decise che Fabio doveva… restare in silenzio.
“Quella fu un’intuizione di Antonio Ricci” – le parole di Fabio De Nunzio a FanPage – “Facevo lo speaker radiofonico, lavoravo nei villaggi turistici, conducevo sfilate di moda e serate in giro per l’Italia quindi ero abituato a parlare di continuo. All’inizio l’idea di un Fabio muto non riuscivo a digerirla, diciamo che non mi rendeva particolarmente felice. Però eravamo finalmente arrivati in una trasmissione nazionale e decisi di provare anche se pensavo che saremmo durati al massimo un annetto“.
Il silenzio del buon Fabio di Striscia la Notizia però aveva un valore simbolico, dato che rappresentava, a detta di Antonio Ricci, la gente che osservava quello che accadeva.
“Quando uscivo di casa, le persone mi fermavano per chiedermi: “Perché non parli?”. Addirittura c’era chi pensava che fossi muto. All’epoca tutti gli inviati del programma avevano una particolarità per essere riconosciuti dagli spettatori. Osservare in silenzio era la mia. Ancora oggi, quando conduco degli eventi, c’è chi si stupisce: “Ma allora parli!”“.
Il buon Fabio di Striscia la Notizia e lo scandalo
De Nunzio, che a Striscia la Notizia ha sempre indossato il caratteristico cappellino rosso al contrario, nel 2015 fu travolto da uno scandalo che portò, insieme a Mingo, al suo licenziamento. Antonio Ricci li accusò di aver realizzato due servizi basati su situazioni false, riguardanti una presunta maga e un finto avvocato. Successivamente, le indagini della Procura di Bari accertarono l’estraneità di De Nunzio ai fatti. E così Striscia la Notizia, attraverso un comunicato, precisò che Mingo aveva agito all’insaputa di lui. “Posso dire che mi sarebbe piaciuto tornare a lavorare a Striscia perché è stata una parte importante della mia vita“, ha detto.
“Lo scandalo a Striscia è stato il dolore più grande della mia vita”
“All’inizio ho pensato che fosse uno scherzo di Antonio Ricci. Una sorta di esperimento. Pensavo volesse diffondere una fake news per dimostrare come si propagava rapidamente senza verifiche” – ha detto – “Quando ho capito che era tutto vero, è stata molto dura. Tutti i giornalisti d’Italia ci inseguivano. Si parlava solo di quello. Mi è crollato il mondo addosso. La mia vita, la mia reputazione e la mia dignità sembravano distrutte. Mi sono ritrovato senza lavoro e con questa spada di Damocle sulla testa. Non auguro a nessuno di provare ciò che ho provato io. In questi momenti è facile commettere dei gesti estremi se non hai le spalle larghe e qualcuno che ti sta vicino, come fortunatamente è successo a me. Ma è stata davvero dura. Il dolore più grande della mia vita, paragonabile solo a quando a cinque, sei anni, soffrivo di asma bronchiale e non riuscivo a respirare. Non riuscire a respirare vuol dire sentirsi morire. Ecco, anche quella situazione è stata così per me“.
Il buon Fabio ha poi confessato che gli sarebbe piaciuto tornare a Striscia la Notizia e che gli è dispiaciuto della chiusura. “Non ho mai più risentito Antonio Ricci, ma spero che prima o poi capiti di fare una chiacchierata. Mingo? Abbiamo preso due strade diverse. Ormai sono anni che non lo vedo e non lo sento“.








