Pop

Britney Spears ha venduto il suo catalogo musicale per 200 milioni di dollari

Anthony Festa 11/02/2026

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Per quasi venti anni Britney Spears ha incassato cifre enormi tra album venduti (con più di 100 milioni di copie vendute in carriera), tour e merchandising, poi le cose sono cambiate dopo la fine della conservatorship, quando la popstar ha deciso di ritirarsi a vita privata e chiudere con il mondo dello spettacolo. Dalla fine della tutela legale in poi la cantante americana ha guadagnato grazie ai diritti della sua musica, ai contratti per i profumi e anche per l’uscita del suo libro The Woman in Me, tutte cifre importanti, ma non paragonabili a quelle del passato e infatti i media americani hanno spesso parlato di “crisi” per i conti bancari della popstar. Adesso però nelle casse di Britney Spears arriverà una valanga di soldi, visto che ha venduto il suo catalogo musicale, una vera pietra miliare per la musica pop mondiale.

Britney Spears e l’accordo per la vendita del suo catalogo musicale.

Stando a quello che riportano le principali testate giornalistiche americane, la principessa del pop, seguita dal manager e amico Cade Hudson, lo scorso 30 dicembre, ha messo nero su bianco la vendita del suo intero catalogo musicale. Il maxi accordo prevede la cessione dei diritti su brani iconici come: Baby One More Time, You Drive Me Crazy, Sometimes, Oops I Did It Again, Lucky, Stronger, I’m A Slave 4 U, Overprotected, Toxic, Everytime, Gimme More, Womanizer, Circus, Hold It Against Me e Till The World Ends.

TMZ ha anche rivelato la cifra per la quale l’artista ha venduto i suoi diritti a Primary Wave (una delle aziende più note nel settore dell’acquisizione di cataloghi), secondo il noto portale l’accordo è stato firmato per circa 200 milioni: “Le nostre fonti hanno descritto l’accordo come storico, molto simile a quello da 200 milioni di dollari firmato da Justin Bieber quando ha venduto la sua musica. I nostri informatori ci hanno detto che lei è contenta della vendita e che ha festeggiato trascorrendo del tempo con i suoi figli”.

Come spiega The Hollywood Reporter, questa vendita è particolare e non uguale per tutti i brani. La popstar infatti non è autrice di una parte delle sue canzoni più importanti, il che significa che sui pezzi non scritti da lei ha venduto solo i diritti sulle registrazioni e non quelli d’autore (legati alla composizione della musica e al testo di un brano).

Le reazioni dei fan sono diverse, molti però sospettano che questa sia la fine definitiva di un’era, il vero addio alle scene: “Credo che la mia Regina sia ufficialmente in pensione! Sostengo qualsiasi cosa possa portarle gioia, pace e serenità. Grazie di tutto, mia Regina! Ti amerò e ti sosterrò per sempre!”. “E con questo penso che si siano spente le speranze di rivederla cantare”. “Felice per lei, ma significa che non tornerà. Poteva chiedere 500 milioni con un catalogo come il suo“.

I casi analoghi: da Justin Bieber a Katy Perry.

Britney Spears non è certo la prima cantante a vendere il proprio catalogo musicale, in passato molti altri artisti hanno fatto la stessa cosa, sempre per cifre enormi. Shakira nel 2021 ha venduto il 100% del suo catalogo musicale alla società inglese Hipgnosis Songs Fund: “A otto anni, molto prima di cantare, scrivevo per dare un senso al mondo. So che Hipgnosis sarà un’ottima casa per il mio catalogo“. Lo stesso anno la Hipgnosis Songs Fund ha acquistato il 50% del catalogo di Neil Young per 150 milioni di dollari e nel 2023 è toccato a Justin Bieber. Dopo insistenti rumor su una crisi finanziaria e montagne di debiti, Justin ha venduto diritti e royalties del suo intero catalogo musicale a Hipgnosis Songs Capital per 200 milioni di dollari. Sempre nel 2023 anche Katy Perry ha venduto il suo catalogo e l’ha fatto per 225 milioni, ricevuti dalla Litmus Music, società di proprietà del Carlyle Global Credit.

Questi non sono gli unici artisti che hanno venduto i diritti sulla loro musica, in passato l’hanno fatto anche: Sting, i Kiss, Stevie Nicks, i Red Hot Chili Peppers, Bob Dylan, Bruce Springsteen e i Pink Floyd.

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