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Brenda Lodigiani racconta le sue imitazioni e rivela quelle meno riuscite

Fabiano Minacci 06/08/2025

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Intervistata da Vanity Fair, Brenda Lodigiani ha parlato delle sue imitazioni, da Elisabetta Canalis ad Annalisa, passando per la brunetta dei Ricchi e Poveri fino ad Arisa e Orietta Berti. “Io non sono quella che a scuola faceva le imitazioni dei prof, non sono mai riuscita a prendere gli accenti. Come ho capito che potevo essere in grado di fare le imitazioni? Era il 2009. Arisa aveva vinto il Festival di Sanremo con il brano Sincerità e così ho provato a imitarla. Me l’ha perfezionata mia mamma e dopo due settimane scriviamo il pezzo e andiamo in onda… E succede la magia!”.

Da lì tantissime altre, le più recenti sfoggiate al GialappaShow su Tv8. “Registriamo il GialappaShow il venerdì e facciamo le prove il giovedì. Ciascuno porta il proprio pezzo di fronte a colleghi e autori: se ridono, bene; se non ridono, testa bassa e ci si rimette a scrivere. In generale noi comici restiamo pezzi di carne buttati lì, come dal macellaio“.

Brenda Lodigiani racconta le sue imitazioni e rivela quelle meno riuscite

Brenda Lodigiani ha poi confessato che le sue due imitazioni più complicate da realizzare sono Orietta Berti e Angela dei Ricchi e Poveri perché servono ore e ore di trucco: per Berti tre ore, per la brunetta ben cinque. “La brunetta dei Ricchi e Poveri è un meme, non un’imitazione. Cinque ore di trucco per stare in onda sette secondi. Lei però è l’unica ad essere arrivata anche al Festival di Sanremo però! E per la finale!“. Le due imitazioni meno riuscite, invece, sono quella di Elisabetta Canalis e di Wanda Nara. La prima l’ha definita lei stessa orrenda “di cui grazie a Dio non si ricorda nessuno e non ci sono tracce“, l’altra semplicemente perché “non era venuta bene“.

E su Annalisa ha concluso: “Durante le prove dico fuori campo: “Arriva Annalaaaisa” e tutti ridono. Così l’abbiamo tenuta. Ci sono state tante versioni della mia Annalaisa, la prima era scarna e minimal, la facevo al citofono e mi limitavo a dire UH, AH. Questo è nato grazie a Marco Santin quando – durante una riunione – mi ha detto che non ce la faceva più di questi cantanti che urlavano e cantavano solo con le vocali. Così ho fatto una parodia“.
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