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Alberto Ravagnani ammette: “Da prete ho trasgredito. Anche i maschi ci provano con me”

Anthony Festa 18/04/2026

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Sono passati tre mesi da quando il vicario generale dell’Arcidiocesi di Milano ha fatto sapere attraverso un comunicato ufficiale che Don Alberto Ravagnani ha deciso di sospendere il ministero presbiterale non svolgendo più i compiti di Vicario Parrocchiale e di Collaboratore della Pastorale Giovanile diocesana. Da allora è uscito un libro del giovane influencer, La Scelta e il 32enne ha partecipato a numerosi podcast, trasmissioni radiofoniche, televisive, oltre ad aver annunciato un monologo al Teatro Lirico Giorgio Gaber il 17 maggio (per il quale sono già stati venduti metà dei biglietti disponibili). Ieri l’ex sacerdote è stato ospite di Caterina Balivo a La Volta Buona ed è tornato a parlare di castità.

La Balivo ha chiesto al suo ospite se durante il suo periodo di sacerdozio ha trasgredito e lui con molta onestà ha risposto di sì. Il ragazzo ha sottolineato che per trasgredire non serve necessariamente il contatto con un’altra persona, lo si può fare anche senza un partner, visto che per la Chiesa cattolica il ventaglio delle trasgressioni da condannare è molto ampio: “Sì, ho trasgredito. Come mi sono sentito quando ho trasgredito? Inizialmente in colpa. Ma cosa significa trasgredire? Avvicinarsi a un’altra persona, ma nell’ambito delle trasgressioni c’è anche altro e non per forza implica un altro individuo. Un prete può fare quello che fanno tutti gli uomini? Per la Chiesa no, quindi è una trasgressione. Il panorama delle trasgressioni per la Chiesa è vasto“.

L’ex Don più famoso del web ha anche rivelato di non essere fidanzato, ma di ricevere tante avances, sia da uomini che da donne: “Non sono innamorato, però mi piacerebbe esserlo. Da quando non sono più prete ci provano con me. Se ci provano più uomini o più donne? Non saprei, è difficile stimarlo. C’è un parterre ampio sia di uomini che di donne“.

Alberto Ravagnani e il confronto con Don Cosimo Schena.

Alberto Ravagnani a La Volta Buona si è confrontato con Don Cosimo Schena, che ha avuto il percorso inverso, lui non ha abbandonato il sacerdozio per la voglia di amare un’altra persona, ma ha lasciato la fidanzata per farsi prete. Schena ha consigliato al suo ex confratello di non accelerare i tempi e di non aprirsi troppo in fretta dopo una scelta così drastica come quella dell’abbandono dell’abito talare: “Io forse non avrei costruito tutto questo per raccontare la mia intimità, avrei aspettato un po’ di tempo per ritrovare prima me stesso. Ti consiglio solo di prenderti del tempo. Forse hai bisogno di un certo tempo di silenzio. Non devi censurarti e non divulgare, ma solo aspettare“.

L’ex sacerdote però ha spiegato che la sua scelta non è stata frettolosa, ma frutto di due anni di confronti con altri preti e importanti riflessioni personali. Inoltre ha anche sottolineato come il suo libro e le sue interviste abbiano aiutato molte persone che si sentono poco coinvolte dalla Chiesa, anche tanti fedeli appartenenti alla comunità LGBTQ: “Il fatto che io abbia parlato della mia vita e abbia scritto un libro, ha aiutato tante persone. La quantità di persone che mi hanno scritto è enorme, da preti, ex preti, suore, ex suore, seminaristi, laici, ma poi tantissime persone che non si sentono coinvolte nella vita ecclesiale, molte persone della comunità omosessuale. Tutto questo mi ha confermato che certe cose andavano dette. Ho portato un messaggio e qualcuno l’ha apprezzato e ha fatto riflettere“.

Il problema della castità.

Nelle scorse settimane Alberto Ravagnani ha parlato apertamente della doppia vita di moltissimi preti e anche di come lui stesso abbia avuto molte tentazioni. Ieri a La Volta Buona ha dichiarato che era stanco di fingere e nascondersi, per lui era troppo difficile non vivere l’affettività e restare casto: “Per me il problema del celibato e della castità è stato evidente, non è la ragione principale per cui ho lasciato il mio ruolo, ma è quella che ho sentito di più. Il celibato o c’è o non c’è, non è che puoi infiorettare la cosa o mentire a sé stesso. Uno può nascondersi. Io non volevo più fingere, ma si può fingere fino alla fine dei propri giorni. Ci sono tante vite sacerdotali che nascondono molte ipocrisie. A un certo punto però, io guardandomi allo specchio, mettendomi di fronte al Dio che prego, mi sono detto, ‘io non voglio sostenere questa vita, questa ipocrisia’. Non lo trovavo giusto per me, per le persone che mi seguono. Questo è stato uno dei motivi che mi ha portato a dire ‘io lascio’“.

L’ex prete ha raccontato come reagiva in passato quando cedeva a certe tentazioni: “Io sono arrivato a un punto che ho fatto fatica a gestire la mia affettività e le mie pulsioni. All’inizio pregavo, andavo dal mio padre spirituale, mi confessavo. Poi ho capito che la ragione era più profonda e poi ho lasciato“.

Sicuramente qualcosa è cambiato negli ultimi mesi, visto che a Le Iene Alberto Ravagnani ha ammesso di essersi avvicinato ad altre persone e anche di aver usato degli anticoncezionali. Non sarà innamorato, ma nemmeno più casto.

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