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Perché tutti parlano di Vincenzo Schettini: tutte le polemiche che lo hanno travolto

Fabiano Minacci 22/02/2026

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Il nome di Vincenzo Schettini in questi giorni è piuttosto caldo perché è finito al centro di numerose polemiche.

Vincenzo Schettini e la polemica sul Grande Fratello

La prima polemica che l’ha riguardato è stato quando Davide Maggio ha reso pubblica la lista ufficiale dei vip presi in considerazione da Alfonso Signorini per il Grande Fratello e fra questi, nella sezione ‘papabili’, c’era anche il suo. “È uscito un articolo che parla della mia presunta partecipazione alla prossima edizione del Grande Fratello Vip” – le sue parole su Instagram – “Si dice che io non avevo dato certezze in merito alla mia partecipazione per motivi personali. È vero che sono stato chiamato per partecipare al GF Vip, ma ho detto immediatamente di no. Appena mi è stata prospettata questa possibilità ho ascoltato e ho subito detto di no. Quindi il mio nome su quell’articolo non doveva neanche comparire”.

Il motivo che ha spinto Vincenzo Schettini a esporsi pubblicamente smentendo la sua partecipazione al Grande Fratello non è stato legato alla sua necessità di fare chiarezza, ma soprattutto per denunciare l’ondata di odio ricevuta. “Quando è venuta fuori questa notizia ho cominciato a ricevere dei messaggi non belli. Per favore smettiamola (…) mi sto un po’ turbando. Tutto questo è diseducativo perché sono convinto che questi commenti poi li scrivano gli adulti, e questo è un pessimo esempio per i nostri figli. Allora non ci lamentiamo del cyberbullismo che c’è in rete perché noi adulti siamo i primi a fare un gioco al ribasso“.

Vincenzo Schettini e la polemica sulla cultura a pagamento

Grande Fratello a parte, nei giorni scorsi Vincenzo Schettini è stato ospite di Gianluca Gazzoli nel podcast Passa dal BSMT, dove ha dichiarato che, secondo lui, la cultura dovrebbe essere a pagamento. “L’insegnamento cambierà molto. La scuola si fruirà anche online, fuori dalle quattro mura, molti insegnanti andranno in part-time e proporranno contenuti online, anche a pagamento. Perché un buon prodotto deve essere in vendita in un supermercato e perché la buona cultura no? Dobbiamo uscire dal cliché che la cultura debba essere sempre gratuita. Se un metodo è buono, è giusto che diventi un prodotto accessibile“.

Queste parole hanno parecchio indignato, tant’è che Vincenzo Schettini è stato costretto a fare chiarezza sui suoi social. Con un video il prof ha chiarito il suo punto di vista, sottolineando la differenza tra scuola dell’obbligo che deve essere accessibile a tutti in maniera gratuita come diritto costituzionale e cultura, in cui include libri, musei, spettacoli teatrali. “Perché un buon prodotto deve essere in vendita in un supermercato e perché la buona cultura no?, Se credete veramente che la cultura debba essere gratuita allora vi prego andate in un museo e pretendete di entrare gratis. Andate in una libreria, prendete due libri, andate in cassa e dite: questi me li porto perché sono gratis. Noi siamo professionisti, il nostro mestiere è insegnare, produrre conoscenza e abbiamo tutto il diritto di mettere a disposizione la nostra professionalità“. In supporto di questa tesi ha fatto il paragone con i medici che lavorano sia nella sanità pubblica che in studi privati a pagamento: “Lì nessuno si scandalizza, anzi si dice vai da quello perché è bravo“.

Vincenzo Schettini e la polemica del suo ex alunno

E non è finita qui, purtroppo. Dopo le parole pronunciate da Gianluca Gazzoli e il successivo video pubblicato per rispondere alle critiche, Vincenzo Schettini è stato travolto dall’ennesima polemica. Questa volta a parlare è stato un suo ex alunno (o una sua ex alunna, non è stato rivelato il genere per privacy) che a Grazia Sambruna ha raccontato di aver seguito le lezioni del professore durante l’anno accademico 2018 / 2019. “Le sue lezioni, diciamo, non erano ‘tradizionali’. Nel senso che su cinquanta, l’avrò visto massimo cinque volte spiegare alla lavagna. Lui arrivava in aula quasi sempre con lo scopo di rendere ogni ‘lezione’ un video da massimo 10 minuti sul proprio canale YouTube“, ha raccontato a MowMag.

Secondo il racconto di questo allievo, all’inizio dell’ora Vincenzo Schettini sceglieva studenti volontari per reggere il telefono, la selfie stick e la ring light. “Si arrivava facilmente all’ora piena perché si fermava e ripartiva da capo quando sbagliava a parlare o non lo convinceva il modo in cui avesse espresso un concetto. Controllava anche le inquadrature, mentre ‘spiegava’, e nel caso non gli piacessero, ripartiva da capo un’altra volta”. E ancora: “In classe non spiegava granché, pareva più di essere su un set. Poi gli è nata questa idea di fare lezioni sul suo canale YouTube e proprio sull’argomento spiegato in quei video pomeridiani avrebbe interrogato il giorno dopo“.

Gli studenti non solo dovevano seguirlo su YouTube, ma aumentare anche l’engagment mettendo like e commentando. “Ogni commento veniva valutato istantaneamente dal Prof tramite reaction: un pollice in su valeva 0.25 punti, un cuore mezzo punto. Più ne accumulavi, più ti alzava il voto all’interrogazione del giorno dopo”.

Tre polemiche in pochi giorni, questo sì che è un record.

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