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Tommaso Cocci sullo scandalo che lo ha coinvolto: “Qualcun altro si sarebbe tolto la vita”
Fabiano Minacci 30/08/2025

Tommaso Cocci è intervenuto in prima persona per raccontare la sua versione dei fatti riguardo allo scandalo che lo ha travolto. Da mesi, infatti, sarebbe vittima di un ricatto politico legato alla corsa alle regionali toscane.
Prato, il candidato Tommaso Cocci di Fratelli d’Italia accusato di aver avuto incontri gay https://t.co/ndbD099Q5B
— BICCY.IT (@BITCHYFit) August 30, 2025
In due lettere anonime, recapitate a lui e ai suoi colleghi, si intimava di ritirarsi dalla corsa alle regionali, pena la diffusione alla stampa di alcune foto compromettenti (una privata e autentica di natura intima, insieme a un paio di fotomontaggi) e la rivelazione di presunte attività illecite gravissime, tra cui incontri di gruppo con minori e uso di sostanze stupefacenti. E non solo: è stato anche additato di essere stato con alcuni ragazzi e di far parte della massoneria. Una campagna di intimidazione mirata e specifica a cui Tommaso Cocci ha replicato con una bella querela.
La notizia oggi è stata divulgata alla stampa e Tommaso Cocci ha negato categoricamente alcune accuse e confermato altre, come la veridicità della foto privata e l’appartenenza alla loggia massonica.
Tommaso Cocci, la replica allo scandalo
“‘Dimettiti o ti distruggiamo la vita’: Questo è il messaggio che mi è giunto per lettera anonima al mio studio legale ad aprile. La lettera era corredata da una foto del mio privato, con accuse invece gravissime, quanto false di abuso di minori e di sostanze stupefacenti. Non avendo nulla da temere, essendo sereno con la mia coscienza, mi sono recato immediatamente a sporgere denuncia. Un caso di revenge p all’interno di un tentativo di estorsione. Ma io non ho voluto cedere ai ricatti. Ho denunciato e sono andato avanti”.
Non ne ho parlato pubblicamente per non inficiare le indagini. Sapevo da mesi che questo giorno sarebbe potuto arrivare, ma sapevo anche di avere la forza e la serenità per affrontarlo. Perché io mi chiedo se qualcuno avesse ravvisato dei miei comportamenti penalmente rilevanti perché non ci ha messo la faccia? Invece qualcuno si è nascosto, dietro l’anonimato, per gettarmi del fango addosso, ipotizzando reati che sono abominevoli. Io non ci sono stato a questo gioco. Ho dovuto subire anche questa gogna“.
“Non ti fai schifo per aver assunto il rischio di una vita, per cosa? Una corsa politica?“
Tommaso Cocci ha poi continuato: “Ma adesso voglio rivolgermi a quelle persone che hanno orchestrato questa infamia per chiedervi: ma vi rendete conto che per queste vicende, vicende simili, la gente si toglie la vita? Io sono fortunato perché mi sentivo a posto con me stesso, perché ho avuto chi mi è stato accanto, ma in casi simili ci sono persone che si sono ammazzate. Ma non ti fai -mi rivolgo sempre a te o a voi – non vi fate schifo per aver assunto il rischio di una vita di una persona e per cosa? Forse per una corsa politica?“.
E ancora:
“Io voglio utilizzare questo momento mio, malgrado, di esposizione mediatica per dire a tutti quelli che subiscono casi di revenge p: denunciate. Come abbiamo visto nelle scorse settimane può succedere a tutti, purtroppo più spesso alle donne, ma anche a noi uomini. E io vi dico: superate quel momento di pudore e denunciate. Si deve vergognare soltanto chi fa questo schifo, questo schifo dei ricatti, mettendo a rischio la vita delle persone”.
“La foto è vera”
“Mi dispiace” – ha aggiunto – “Mi dispiace soltanto se in un momento di leggerezza mi sono lasciato ingannare. Una foto del mio privato intimo, non sconveniente, che ad oggi ha causato tanti patimenti a chi mi vuole bene. Non accetto, non accetto di essere ricattato, non accetto accuse anonime di aver commesso reati infami. Forse qualcuno ha scambiato la mia mitezza solita in codardia. Ebbene, ha fatto un grande, un grande errore. La forza di reagire infatti mi l’ha data chi mi vuole bene, l’amore che ho per questa città e la passione che ho per la politica“.
Tommaso Cocci ha poi concluso: “Da mesi lo sapevo che questo sarebbe potuto succedere, ma sono andato avanti perché non ho niente di cui rimproverarmi e l’amore che ho per Prato è troppo, è troppo grande“.