LGBT

Due sindaci di destra si uniscono civilmente, ma uno di loro nel 2022 sbottava contro il “gender”

Fabiano Minacci 11/03/2026

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Alessandro Basso e Loris Bazzo il prossimo 27 giugno potranno coronare la loro relazione e promettersi non solo amore eterno, ma anche godere dei diritti e dei doveri che, da dieci anni, le coppie omosessuali possono avere grazie alla legge sulle Unioni Civili, fortemente voluta dal Partito Democratico e altrettanto fortemente osteggiata da Lega e Fratelli d’Italia, ovvero i due partiti di cui i due uomini fanno parte. Ma il bello dei diritti è anche questo: garantiscono tutela anche a chi li ha osteggiati. Tiè.

L’annunciata unione civile fra Alessandro Basso e Loris Bazzo, infatti, ha fatto notizia perché è la prima fra due sindaci, nonché la prima fra due sindaci di destra. Basso, sindaco di Pordenone, è un esponente di Fratelli d’Italia. Bazzo, sindaco di Carlino, è un esponente della Lega.

E proprio su Alessandro Basso il portale Gay.it ha avuto da ridire ricordando come nel 2022, quando rivestiva il ruolo di consigliere regionale di Fratelli d’Italia in Friuli Venezia Giulia, pubblicò un post contro il “gender” pronunciando parole sul pericolo del non “binarismo di genere” e facendo un lungo post contro delle panchine arcobaleno. Insomma, le vere priorità della regione. “Dico no alle panchine arcobaleno e ad altre strumentalizzazioni da mainstream” scriveva nell’estate del 2022, attaccando “chi vuole spingere ragazzi giovani verso l’imposizione dell’ideologia gender fluid che conduce verso una infinita molteplicità di generi“.

Basso e Bazzo si uniscono civilmente, ma i loro partiti nel 2016 fecero di tutto per impedirglielo

A distanza di quattro anni da quelle parole che hanno ferito l’intera comunità LGBT+, il sindaco – oggi 48 enne – si unirà civilmente a un altro uomo con cui stava già in quel periodo da circa due anni.

Che sia messo agli atti: il fatto che Alessandro Basso e Loris Bazzo si amino e abbiano deciso di coronare il loro rapporto con un’unione civile è, di per sé, una bella notizia. Due persone che scelgono di ufficializzare il proprio legame e costruire insieme un percorso di vita meritano rispetto e auguri sinceri. Ma fa ridere il fatto che stiano usufruendo di una legge che i loro stessi partiti hanno osteggiato in tutti i modi facendo passare la comunità LGBT+ come il male del Paese. L’approvazione delle Unioni Civili nel 2016, dopo mesi di dibattiti, arrivò attraverso il voto di fiducia posto dal governo, proprio per superare le resistenze parlamentari che rischiavano di far naufragare il provvedimento.

Eugenia Roccella nel 2018: “Mi batterò per abolire le Unioni Civili”

Eugenia Roccella, oggi ministra dell’attuale Governo di Giorgia Meloni, nel 2018 disse: “Il mio impegno nella prossima legislatura sarà quello di battermi, insieme agli amici della coalizione di centrodestra, per abolire o cambiare profondamente tutte le leggi approvate dalla sinistra che hanno ferito la famiglia. Penso al provvedimento sulle unioni civili che, va detto con chiarezza, di fatto apre alla stepchild adoption. Per la sinistra, leggi come questa portano verso il progresso; per noi, vanno verso la fine dell’umano”.

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