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Festival di Sanremo 2026, svelata la nuova scenografia

Fabiano Minacci 07/02/2026

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Manca sempre meno al ritorno del Festival di Sanremo e oggi la Rai ha divulgato una foto della nuova scenografia realizzata da Riccardo Bocchini.

Lo scenografo con una nota stampa ha spiegato che la scenografia del 76° Festival di Sanremo è stata pensata per rompere gli schemi geometrici tradizionali, puntando su un linguaggio asimmetrico e su forme irregolari, in grado di rappresentare una musica contemporanea, fluida e imprevedibile. Ha raccontato poi che la scena si sviluppava verso la platea e su più livelli, avvicinando il pubblico agli artisti e all’orchestra.

Ha infine aggiunto che l’obiettivo era superare visivamente i limiti del palco dell’Ariston e trasformare lo spazio scenico in un ambiente immersivo, costruito per valorizzare l’emozione dello spettacolo, in stretta sinergia con la fotografia e la regia. Ci avete capito qualcosa? Nel dubbio, vi lascio alle sue parole.

Festival di Sanremo 2026, le parole dello scenografo Riccardo Bocchini

La scenografia di quest’anno è tesa a sottolineare non solo la forma della struttura, ma un’audace rottura degli schemi geometrici tradizionali, un connubio tra Asimmetria e Magia Musicale. Una scenografia dove l’asimmetria delle linee, diventa il linguaggio privilegiato per raccontare l’espansione dello spazio. Lontana dalla rigidità dei canoni classici, la scena giocherà su volumi sbilanciati e linee che fuggiranno verso direzioni inaspettate mantenendo un’armonia di linguaggio. Questa scelta non è puramente estetica, ma profondamente simbolica: l’asimmetria riflette la natura stessa della musica contemporanea, imprevedibile, fluida e mai statica”.

E ancora:

La scena si insinua verso la platea e si innalza da una parte verso la galleria e dall’altra nei tre piani dell’orchestra, annullando la distanza tra chi esegue e chi ascolta. Ogni canzone verrà rappresentata grazie a delle configurazioni tecnologiche che allungandosi e/o comprimendosi, permetteranno di cambiare le prospettive visive. La manipolazione del progetto scenografico, quindi, verrà plasmata attraverso un “boccascena teatrale”, architettonico, asimmetrico, che si alzerà e si allungherà in tre fascioni che avvolgeranno palco e platea, percorrendo ed abbracciando tutto il teatro. Questo segno si ricomporrà nella sua centralità con “l’ingresso” della scala motorizzata. Un imponente sipario motorizzato di ledwall a scorrimento orizzontale si aprirà, scoprendo la scala, che “entrerà” in scena con uno spettacolare ingresso degno della tradizione teatrale.

Al centro del fronte scena, si troverà un sipario tecnologico, scorrevole, motorizzato, con varie conformazioni, modificando ogni volta la tipologia del fronte scena. Proprio come una melodia che non è mai una linea retta, così lo spazio scenico si piegherà e si estenderà per accogliere il suono, creando un’armonia dinamica che abbraccerà l’artista secondo un concetto di espansione dello spazio dove, il limite fisico del palcoscenico dell’Ariston sembrerà dissolversi. Una Scena al servizio dell’Emozione dove l’architettura si metterà al servizio dell’immateriale.

L’obiettivo è chiaro: trasformare il contenitore televisivo in un tempio della percezione, fondendo la rappresentazione visiva con una libertà creativa. Una scena in totale sinergia con il direttore della fotografia Mario Catapano: attraverso accensioni e spegnimenti, potrà trasformarsi da tutta nera a tutta bianca attraverso un gioco tra materiali scenici, sceno-luminosi e grafica; con l’esperta e preziosa regia di Maurizio Pagnussat: molte telecamere inserite nella scena si muoveranno alla ricerca di nuovi angoli di ripresa per far vivere il palco a 360 gradi“.

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