Musica

Sanremo 2026, l’Accademia della Crusca boccia i testi: “Sorpresa Elettra, la più pop di tutti”

Fabiano Minacci 21/02/2026

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Manca sempre meno a Sanremo 2026 e oggi il professore Lorenzo Coveri dell’Accademia della Crusca ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dove ha parlato dei testi dei Big in gara. Il giudizio complessivo non è stato granché, anzi: ha dichiarato che i testi sono tutti nella media nella classica “prudenza tipica di Carlo Conti“.

Secondo l’Accademia della Crusca questo Festival di Sanremo a livello di testi è su un livello moderato “non colpisce né in bene né in male”, fra i pochi testi giudicati interessanti ci sono quelli di Dargen D’Amico e di Ermal Meta, che è l’unico ad aver ottenuto un bel voto. “Non ci sono canzoni d’autore che spicchino in modo particolare. Dargen D’Amico è l’unico, insieme a Ermal Meta, a guardare un po’ al di là dei classici problemi di coppia. Di amori felici ne vedo pochissimi. Più che altro tossici. L’unico che esce dalla bolla è Ermal Meta. A parte lui, gli altri non si guardano intorno“.

Sanremo 2026, l’Accademia della Crusca boccia i testi: “Sorpresa Elettra, la più pop di tutti”

Come ha notato il professore, l’argomento dell’amore resta il tema centrale dei testi sanremesi, seppur raccontato diversamente. Vicini alla sufficienza ci ha messo anche Fulminacci, Enrico Nigiotti e Tredici Pietro. “A Fulminacci gli ho messo un punto esclamativo accanto. Nulla di clamoroso ma, in questo Sanremo… è tra quelle che naviga più sul dignitoso di altre. Da Nigiotti mi aspettavo di più, Tredici Pietro invece è vicino alla sufficienza“.

A sorpresa Elettra Lamborghini non è stata massacrata, anzi: quel viva viva la Carrà che canta è piaciuto al professore. “Molto disinvolta, sbarazzina, con tanti giochi, elementi pop, la Carrà. È la più pop di tutti. Anche in senso buono. La metterei ai margini della sufficienza“.

FUN FACT: l’Accademia della Crusca ha poi notato che pure le parolacce rispetto all’anno scorso “che erano tantissime” quest’anno sono poche. “C’è un S, due F e poco altro”, ha concluso.

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