LGBT

Sal Da Vinci replica alle polemiche e parla di matrimoni gay e amore universale

Anthony Festa 08/03/2026

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La vittoria di una canzone pop, tra le poche davvero orecchiabili di questo Festival di Sanremo avrebbe dovuto mettere d’accordo quasi tutti e invece così non è stato. Prima le polemiche di alcune femministe, che hanno accusato Sal Da Vinci di fanatismo religioso e promozione del patriarcato per le frasi “Te lo prometto davanti a Dio” e “sarà per sempre sì”, poi la recensione al vetriolo di Aldo Cazzullo e infine anche chi si è lamentato per una visione troppo tradizionalista e poco inclusiva dell’amore in questo brano.

In realtà il cantante napoletano già durante la settimana sanremese aveva parlato di diritti LGBT e di amore a 360 gradi, dichiarando anche che la sua canzone era un inno a tutte le unioni e a tutte le famiglie, non solo quelle tradizionali. In un’intervista rilasciata a My Secret Case, l’artista si era anche espresso sui matrimoni tra persone dello stesso genere: “Cosa ne penso dei matrimoni gay? Assolutamente libertà per tutti quelli che amano. Tra l’altro io nei miei testi parlo dell’amore universale. Ognuno l’amore e la vita deve viversela a modo suo“.

Sal Da Vinci: “Io sono per l’amore universale”.

Come se non fosse già stato chiaro a Sanremo, Sal Da Vinci questa settimana in un’intervista concessa al magazine Oggi ha ribadito che lui in Per Sempre Sì parla di tutte le sfumature dell’amore, non solo quello legato da vincolo matrimoniale tra un uomo e una donna: “Per Sempre Sì non parlo solo di matrimonio e amore tra un uomo e una donna. Io parlo di amore universale, perché per me una famiglia è composta da due persone che si vogliono bene. Il messaggio di fondo è che la promessa, l’impegno ci salva la vita, ci aiuta a risalire quando ci sono le cadute. Anche la fede è una promessa, così come l’impegno a rimanere una persona onesta“.

Il discorso in diretta a Sanremo Top.

Il concetto di amore universale è stato riportato anche ieri sera a Sanremo Top, dove il vincitore del Festival ha ripetuto che lui canta dell’amore per tutti: “Ma io non lo so qual è il segreto del mio brano. Probabilmente è arrivato un grandissimo entusiasmo e ne avevamo tanto bisogno, perché tutti quanti noi, nei tempi in cui viviamo, abbiamo le anime un pochino avvelenate. Anche se è una cosa che vedi da lontano, ti avveleni lo stesso. Quindi forse è arrivato questo entusiasmo, la mia voglia di raccontare l’amore, in tutte le sue sfaccettature. Ho voluto raccontare fortemente l’amore, ma l’amore universale, che non è solo l’amore tra due persone, quindi quello tradizionale. Ma io parlo dell’amore universale. Amore per tutti“.

Sal Da Vinci sembra sincero quando parla di amore universale, anche se nel suo brano pare più raccontare la sua storia, certamente simile a milioni di altre esperienze. In questo non c’è nulla di sbagliato o di discriminatorio. Le polemiche legate a Per Sempre Sì sono sterili, il singolo può piacere o meno, ma vederci della discriminazione o del fanatismo religioso mi pare un po’ esagerato. Se proprio qualcuno volesse aprire una riflessione più ampia e costruttiva sulla rappresentazione dell’amore nella musica italiana, si potrebbe anche chiedere perché molti cantanti gay raramente raccontino nei loro brani le loro esperienze sentimentali, nelle quali molte persone della comunità LGBTQ potrebbero rispecchiarsi. Sal Da Vinci come molti suoi colleghi racconta i sentimenti e la coppia partendo dal suo vissuto e usando i suoi filtri (pur essendo per “l’amore universale”), cosa che non fanno tanti cantanti LGBTQ, timidi e curiosamente riservati nelle interviste (dove omettono con precisione chirurgica il genere quando parlano di fidanzat*) e anche nei testi dei loro singoli.

Speriamo che nel panorama discografico italiano avvenga ciò che negli ultimi anni è successo nel mondo delle serie e del cinema. Volendo fare un parallelismo tra arti diverse, non è sbagliato che ci siano serie come Settimo Cielo, quanto invece che fino a qualche anno fa non esistessero show come Heartstopper, Young Royals, Heated Rivalry, Elite, Love Victor o Pose.

Quindi grande rispetto per l’amore che si giura (accussì) davanti a Dio, auguriamoci però che qualcuno canti presto anche quegli amori che sono stati poco rappresentati nella musica italiana.

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