LGBT

Prato, il candidato Tommaso Cocci di Fratelli d’Italia accusato di aver avuto incontri gay

Fabiano Minacci 30/08/2025

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La comunità LGBT+ di Prato questa mattina si è svegliata con un nuovo scandalo e questa volta non c’entrano niente i giardini comunali dove sono stati multati sette uomini con l’accusa di atti osceni in luogo pubblico, ma Tommaso Cocci, noto avvocato pratese, aspirante sindaco, già capogruppo cittadino di Fratelli d’Italia, nonché candidato consigliere alle elezioni regionali in Toscana del 12 e 13 ottobre. Secondo quanto riportato dai vari organi di stampa, Cocci sarebbe stato vittima di ricatto.

Secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano, al centro della vicenda ci sarebbero le elezioni regionali toscane. Tommaso Cocci avrebbe infatti ricevuto due lettere anonime, una a febbraio e l’altra ad aprile, dal contenuto chiaramente intimidatorio. Nella prima si legge: “Dimettiti o le prossime foto le manderemo anche ai giornalisti”, mentre nella seconda: “Se continui a fare politica ti distruggiamo la vita”. Tra le accuse contenute nei messaggi figurano presunti incontri di gruppo con altri uomini supportati da fotomontaggi falsi che lo ritrarrebbero in situazioni intime, ma anche ipotesi ben più gravi, come pedofilia e uso di sostanze stupefacenti.

È stato poi accusato di far parte della massoneria e di aver inviato foto intime online. In merito a questi due punti, Tommaso Cocci, ha confessato. Sulla loggia massonica ha dichiarato di farne parte e di essere stato segretario della Loggia del Sagittario, ma di essersi autosospeso volontariamente. E sullo scatto intimo inviato online: “Quella foto purtroppo è vera. Ho fatto una sciocchezza, ma non mi faccio ricattare“. Pare l’abbia mandata a un contatto Instagram ora disabilitato. Il politico ha ovviamente denunciato tutto e la Digos sta indagando per capire chi è stato a mandare queste lettere.

Tommaso Cocci, guerra interna a Fratelli d’Italia?

Secondo una ricostruzione dello stesso Cocci, queste lettere potrebbero essere partite proprio da qualcuno dentro Fratelli d’Italia. A insospettirlo, probabilmente, è stata la mozione firmata da Claudio Belgiorno (altro candidato pratese di Fratelli d’Italia) per sottoporre tutti i consiglieri al test antidroga, arrivata settimane prima della prima lettera anonima.

Come riporta Open, “Tommaso Cocci dice che quelle lettere provengono dal suo stesso partito. Perché la missiva sull’uso di droghe era indirizzata direttamente a Chiara La Porta e a Giovanni Donzelli”. Ovvero due deputati di Fratelli d’Italia che sostengono il suo nome. In queste lettere anonime c’era scritto: “Di tutto questo gli onorevoli di Fratelli d’Italia sono a conoscenza da ottobre 2024. E voi continuate a sostenerlo?“. Interrogato in merito, Claudio Belgiorno ha negato un ruolo nella fabbricazione dei dossier, precisando però di aver di fatto anche lui ricevuto quelle lettere e di averle trasmesse ai referenti.

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