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Paolo Bonolis: “Pucci è un bravissimo comico. Povia? Scrive bene, lo richiamerei a Sanremo”

Anthony Festa 09/02/2026

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Il Festival della Canzone Italiana dovrebbe essere una celebrazione della nostra musica e una festa per tutti gli italiani, ma Carlo Conti ha ben pensato di invitare uno dei comici più divisivi (e con un passato fatto di battute omofobe e di body shaming). Cosa mai poteva andare storto? Tutto, e così è stato, tanto che Andrea Pucci ha liberamente deciso di fare un passo indietro (è stato sostituito con un collega) e la destra italiana ha colto l’occasione per usare questa scelta come arma contundente contro la sinistra politica, che nulla aveva detto fino ad allora su Pucci. Nelle ultime 24 ore sui social tutti stanno discutendo del caso Pucci e anche per questo il giornalista Andrea Conti in un’intervista realizzata per Il Fatto Quotidiano ha chiesto a Paolo Bonolis cosa pensasse di questa situazione.

“Andrea è un bravissimo comico”.

Secondo Paolo Bonolis, Andrea Pucci è un bravo comico e ha fatto bene a ritirarsi se ha subito attacchi: “Che ne penso del ritiro di Pucci dalla co-conduzione? Andrea, lo conosco, è un bravissimo comico e mi dispiace che abbia subito polemiche e minacce come dice. Ma se ha rinunciato penso abbia fatto più che bene“.

Parole che il presentatore di Avanti Un Altro ha ribadito anche al Corriere della Sera, dove però ha anche parlato dei social: “Andrea è un bravissimo comico, se ha rinunciato per gli attacchi che ha ricevuto ha fatto più che bene. I social sono un nuovo vettore di parola, di informazione e di pensiero che ormai condizionano la realtà circostante: sono la distorsione di questa epoca, sono qualcosa che comprime la potenzialità di espressione. Ed è un peccato”.

I social hanno certamente molti difetti (così come la tv), ma sono senza ombra di dubbio più democratici di altre piattaforme e mezzi di informazione e comunicazione. Diciamo che fino a qualche anno fa la tv era abituata a imboccarci qualsiasi cosa volesse dall’alto e l’unica arma dei telespettatori era il telecomando, adesso le persone possono parlare, anche prima che uno show vada in onda e posso comprendere che questo spiazzi e sia una novità difficile da digerire per chi proviene da una tv d’altri tempi, dove il pubblico non aveva voce.

Invece di demonizzare i social, basterebbe saperli leggere, imparare ad ascoltare le persone, perché se è vero che è impossibile mettere d’accordo tutti (le critiche e gli attacchi ci saranno sempre) è altrettanto evidente che è semplice capire quali sono i personaggi che rischiano di dividere il pubblico, più che unirlo davanti a uno spettacolo che dovrebbe essere degli italiani, tutti, non di Carlo Conti o Paolo Bonolis, che hanno tutto il diritto di apprezzare Pucci e le sue “battute” (avranno apprezzato anche quelle su Zorzi e Schlein? Le conoscono?).

Paolo Bonolis e i complimenti a Povia.

I complimenti a Pucci sono solo la punta dell’iceberg, perché Paolo Bonolis per non farsi mancare nulla ha anche dichiarato che Povia è un bravo autore e che lo richiamerebbe a Sanremo, se mai un giorno dovesse tornare a condurlo.

“Se ‘Luca era Gay’, sarebbe riproponibile all’Ariston? Sì assolutamente. Penso che Povia possa calcare il palco dell’Ariston. Era bella sia ‘Luca era gay’ che il pezzo del 2005 ‘I bambini fanno oh’, che poi non è entrata in gara perché l’aveva cantata prima. Politicamente può risultare indigesto per taluni, ma fondamentalmente quello che scrive è scritto bene ed è godibile, laddove dovessi mai tornare a Sanremo, ma non succederà lo chiamerei”.

Lo penserà davvero, oppure anche il conduttore Mediaset fa parte di quelli che non riescono nemmeno sotto tortura ad ammettere di aver sbagliato o cambiato idea su scelte del passato? Lo scopriremo presto, visto che adesso è al timone di un programma musicale su Canale 5 e potrà invitare Povia (lo farà? Se lo apprezza davvero suppongo di sì). Nel dubbio speriamo che nessuno decida di richiamarlo alla conduzione del Festival.

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