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Nikita di Italia Shore, intervento e retroscena sul vero nome: “5 mila euro per cambiarlo”

Fabiano Minacci 13/03/2026

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Nikita di Italia Shore è stata ospite di Gianmarco Zagato e Nicole Pallado al podcast Tavolo Parcheggio e proprio da loro ha chiarito i dubbi sul suo nome.

Quello che sapevamo era che il vero nome di Nikita era Nicole e che aveva usato quello pseudonimo esclusivamente per partecipare al reality show, un po’ come Samuele Bragelli che si è fatto chiamare Spadino, o Gilda Provenzano che ha optato per il nome La Giss. La verità però è un’altra: Nikita è il suo vero (secondo) nome e che Nicole si scrive in realtà senza la E finale.

Mi chiamo Nicol Nikita” – ha detto nel podcast – “Nikita è il mio secondo nome. E ho pagato per questo, ben cinquemila euro di avvocato. Ma volete ridere? Si è dimenticato la E di Nicole. Sono Nicol senza E, ma sempre Nicole si pronuncia. Il nome di una gran diva. Io quella E l’avrei voluta, ma mi toccava pagare altri cinquemila euro per l’avvocato, quindi per il momento sto senza la E. Se cambiassi dovrei rifare tutto da capo: il codice fiscale, i documenti..“.

Al di là del cambio di nome sui documenti, Nikita ha affrontato una spesa molto più consistente per se stessa: quella della riassegnazione di genere. È vero, avrebbe potuto farla gratuitamente in Italia, ma ha scelto di andare in Thailandia… come dichiarato nell’iconica (e autoironica) maglietta che ha orgogliosamente sfoggiato a Italia Shore. In questa terza stagione ha comunque conquistato moltissimi punti in simpatia, le va riconosciuto.

A Italia Shore le docce sono aperte, la mia l’hanno vista tutti in villa. L’ho pagata cara e salata quindi mi fa piacere che si veda, devono capirlo i ragazzi che l’ho fatta. Altro che i cinquemila euro della E del nome, sono briciole quelle rispetto a quanto ho speso per farmela“.

Nikita di Italia Shore e l’intervento di riassegnazione di genere

Negli ultimi anni sempre più persone trans italiane scelgono di sottoporsi all’intervento di riassegnazione di genere all’estero, soprattutto in Thailandia, e i motivi principali riguardano tempi, costi e burocrazia.

In Italia quel genere di intervento può essere coperto dal Servizio Sanitario Nazionale, quindi gratuito o quasi. Tuttavia il percorso è spesso lungo: servono valutazioni psicologiche ed endocrinologiche e anche l’autorizzazione del Tribunale. A questo si aggiungono le liste d’attesa degli ospedali pubblici, che possono far slittare l’intervento anche di anni. Chi opta così per farlo privatamente deve invece affrontare costi piuttosto alti, che possono arrivare anche a 20-25 mila euro.

Per questo motivo molte persone decidono di rivolgersi a cliniche all’estero. In Thailandia, per esempio, l’intervento può costare tra i 9.000 e i 15.000 euro e spesso viene organizzato in tempi molto più brevi. Costo più basso, meno burocrazia e tempi ridotti sono quindi le ragioni principali che spingono alcune pazienti italiane a scegliere l’estero per questo tipo di intervento. Lo stesso motivo per cui moltissimi italiani vanno in Turchia per il trapianto dei capelli o in Albania per gli interventi ai denti.

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