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Morgan fa i complimenti a Laura Pausini, ma poi distrugge il suo Inno d’Italia
Anthony Festa 10/02/2026

Un comeback studiato nei dettagli, il grande ritorno con singoli, interviste, eventi, un disco e apparizioni televisive di Laura Pausini è stato in parte rovinato da massicci attacchi social e una valanga di critiche (molte delle quali pretestuose). Dopo il battibecco con Gianluca Grignani e le offese dei fan di Marco Mengoni, la Pausini ha dovuto affrontare le rumorose contestazioni per la sua versione dell’Inno d’Italia che ha cantato durante la cerimonia di apertura dei Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026. Tra i tanti che hanno commentato questa nuova versione dell’Inno di Mameli e Novaro c’è stato anche Morgan, che pur muovendo diverse critiche, è stato molto preciso e oggettivo e non ha in nessun modo denigrato il canto di Laura (come hanno fatto in molti, parlando di urla), alla quale invece ha riservato dei complimenti.
“Questa interpretazione è stata completamente sbagliata. Non perché Laura Pausini abbia cantato male, tutt’altro, ha cantato molto bene, molto intonata, con il suo stile, ha ben rappresentato la musicalità italiana odierna. A lei faccio i miei complimenti, anche perché è molto difficile davanti a un grande evento di questo tipo essere così impeccabili, ha dimostrato un grande livello, ma su questo non c’è alcun dubbio”.
Morgan sull’Inno d’Italia alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali 2026: “L’hanno deformato”.
Marco Castoldi ha apprezzato le doti canore della Pausini, ma non l’arrangiamento dell’Inno, che ha trovato non solo troppo distante dall’originale, ma per nulla italiano, troppo vicino al tipo di musica americana di certi film di Walt Disney. Per il cantante questa edizione rinnovata ha reso quasi irriconoscibile Il Canto degli Italiani.
“Il problema è aver trasformato quel brano in qualcosa di assolutamente non italiano. Averlo modificato a tal punto da renderlo irriconoscibile, deformato. Sembrava più musica adatta a un contesto Disney. Noi italiani abbiamo una grande storia di musica che raggiunge il picco del suo successo con Giuseppe Verdi, Puccini, un po’ prima con Donizetti. È quello il momento che rappresenta l’italianità nel mondo, quello che si chiama la musica occidentale tonale, l’armonia tonale. – ha continuato Morgan – In quello l’Italia ha un importantissimo ruolo. Tant’è vero che il grande musicista Robert Schumann, nelle 100 regole di vita musicale, dice che qualsiasi musicista deve per forza conoscere i compositori italiani, perché è uno dei fondamenti, la storia della musica italiana che parte da molto lontano, dall’invenzione della notazione musicale ed è per questo che la musica in tutto il mondo ha ancora la terminologia italiana ‘adagio, rallentato, glissando, legato, tempo, maestro, orchestra, cello, presto, fortissimo, pianissimo’. Sono tutti termini italiani, perché la musica appartiene alla cultura italiana. Allora, quando noi dobbiamo fare un inno, con il tutto il mondo che ci guarda, bisognerebbe appropriarsi dell’italianità e non fare quelli senza carattere, senza personalità. Perché noi italiani siamo oggi in una condizione di sofferenza dal punto di vista musicale. È proprio perché non ci viene riconosciuto quel ruolo. Altro che sovranità, siamo leader dal punto di vista dell’invenzione musicale. E quando parlo di musica, parlo di arrangiamento, di armonia, di struttura, della costruzione della musica”.
Castoldi: “Hanno scimmiottato una cosa che non è italiana”.
Per Morgan durante lo show di apertura delle Olimpiadi di Milano Cortina hanno svuotato l’Inno d’Italia della sua anima, sfregiando un simbolo della nostra storia musicale. Castoldi ha anche spiegato che si può anche americanizzare la musica italiana, ma mantenendone parte della struttura, così come ha fatto Ennio Morricone nei suoi capolavori senza tempo. Il noto cantautore ha concluso il suo sfogo puntando il dito contro i politici, che ha incolpato di essere superficiali e di non essere più riusciti a dare valore alla cultura italiana nel mondo.
“Quando un’orchestra suona un repertorio, non è che si può modernizzare a caso. Va bene, rimodernare, ma farlo nella logica dell’essenza della musicalità italiana, che è fatta di accordi, di suoni, di timbri, dinamiche, di vuoti, pieni. C’è un modo di orchestrare all’italiana, che non è quello alla Walt Disney, che non è alla John Williams dei film di fantascienza. Al limite è quello di Morricone, proprio vogliamo un’americanizzazione. La musica di Morricone è una musica americanizzata, ma italiana. Lo è la musica di Pino Donaggio, altro grande compositore da film. Oggi, secondo me, è stato svuotato di italianità un simbolo dell’800 italiano, che ha un arrangiamento, ha un’armonia precisa. Reinventarlo l’ha portato in una direzione del tutto non italiana. Quindi oggi noi non abbiamo affermato cosa significa essere italiani da un punto di vista musicale. Abbiamo scimmiottato una cosa che non ci appartiene. E questo avviene nell’ambito di tutta la cultura italiana, che stenta ad avere un carattere, una forza sua. Problema che i politici non capiscono, perché sono approssimativi, superficiali, per colpa loro, la cultura italiana non riesce ad avere una voce”.
Considerazioni molto simili a quelle di Morgan sono arrivate anche da altri giornalisti, alcuni di loro però hanno anche espresso dei giudizi poco lusinghieri anche sull’interpretazione di Laura Pausini. Selvaggia Lucarelli ad esempio su Instagram poche ore dopo l’esibizione della cantante romagnola ha scritto: “A Laura Pausini è rimasta solo da fare la cover di Buon compleanno e rovinerà pure Buon compleanno“. Chi invece si è schierata dalla parte di Laura è una sua collega, Iva Zanicchi.
#IvaZanicchi difende #LauraPausini dagli attacchi: “Fregatene, sei stupenda”#inno #critiche #lvb @LauraPausini pic.twitter.com/1ThQuOvPjz
— SPYit.it (@SPYit_official) February 9, 2026








