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Marta Cagnola, giornalista esperta di Eurovision, spiega cosa pensano in Europa di Sal Da Vinci

Fabiano Minacci 07/03/2026

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Cosa pensano in Europa di Sal Da Vinci in ottica Eurovision Song Contest? Questo è quello che ha chiesto FanPage a Marta Cagnola, giornalista e volto di TvTalk descritta dal portale come una delle “maggiori esperte di Eurovision in Italia”, che segue la kermesse europea dal 1988.

A domanda diretta se Per Sempre Sì fosse una canzone adatta all’Eurovision, Marta Cagnola ha spiegato che non esiste una canzone adatta, dato che nel corso degli anni hanno sempre vinto generi diversi. “Per abitudine gli italiani associano il concetto di canzone adatta a Eurovision a una canzone uptempo, magari con un balletto, con delle frasi ripetute. Sicuramente una parte di Eurovision ha quella tendenza, di europop allegro e scintillante. In realtà chi segue Eurovision sa che non esiste la ricetta perfetta, perché negli anni hanno vinto generi molto diversi. Se pensiamo, per esempio, che negli ultimi anni ha vinto anche un’opera pop con voci liriche e grande spettacolo, capiamo che la ricerca della formula perfetta è vana. Non esiste il pezzo perfetto“.

Eurovision Song Contest, il parere di Marta Cagnola

Sal Da Vinci però piace in Europa e i fan europei già lo vedono in Top10. La canzone parla di una storia d’amore e lui ha già specificato che il matrimonio cantato non è necessariamente l’unione fra un uomo e una donna, ma può essere anche queer. Un fattore che i fan dell’Eurovision hanno apprezzato. “Al di là dei cliché, gli ultimi a portare quello stereotipo sono stati Il Volo a Vienna. E oggi l’italianità è molto di moda: Milano-Cortina, la dolce vita, il mare, il sud, l’estate italiana. È uno stereotipo, certo, ma è anche parte della nostra identità. Il paradosso è che gli stranieri non hanno problemi con questa cosa. Gli italiani sì“.

Marta Cagnola ha poi spiegato che, nonostante la canzone sia catchy e di una lunghezza accettabile, la coreografia con le mani non basterà a riempire il palco. “A Eurovision non si parla di canzone ma di act. Non c’è solo la canzone o il cantante, ma tutta la costruzione della performance con la coreografia, lo staging. È una cosa che noi non abbiamo molto nella nostra cultura, perché il nostro act è sul palchetto dell’Ariston. A Eurovision invece i paesi costruiscono veri e propri piccoli show. Abbiamo visto, per esempio, quanto la Svizzera abbia investito per la performance di Nemo“. Sal Da Vinci deve quindi inventarsi qualcos’altro per riempire il palco, altrimenti farà la fine della scimmia di Francesco Gabbani con Occidentali’s Karma.

A Eurovision serve qualcosa di più, perché il palco è enorme e deve essere riempito. Serve qualcosa di più monumentale, anche la scimmia (di Francesco Gabbani, ndr) un po’ scomparve. Però Sal Da Vinci parte molto favorito rispetto ad altri candidati italiani degli anni scorsi, perché ha già una canzone corta e non deve tagliarla“. E sul fatto che Sal Da Vinci e Per Sempre Sì rimarranno nella storia ne è sicura. “Tra qualche anno diremo: “Ti ricordi il Sanremo di Sal Da Vinci?”“.

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