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Marco Travaglio difende Fabrizio Corona, Selvaggia Lucarelli non è d’accordo: “Non è censura”
Anthony Festa 27/01/2026

Il Tribunale di Milano, lunedì 26 gennaio ha accolto il ricorso presentato dai legali di Alfonso Signorini e ha emesso un’ordinanza d’urgenza, disponendo a Fabrizio Corona l’immediata cancellazione da ogni piattaforma di tutti i contenuti diffamatori nei confronti del conduttore e vietando anche nuove pubblicazioni, compresa la terza puntata di Falsissimo Il Prezzo del Successo (che era incentrata proprio su Signorini). Il pubblico si è spaccato in due, qualcuno ha gridato alla censura, altri invece hanno compreso le ragioni del giudice Roberto Pertile (l’inibitoria alla pubblicazione è stata spiegata molto bene dall’avvocato Fabrizio Ravidà). Se gli utenti sui social hanno avuto reazioni di vario tipo, la stampa si è schierata in maniera praticamente compatta contro Corona, a parte rare eccezioni, come Marco Travaglio, che invece su Il Fatto Quotidiano ha tirato in ballo la censura preventiva.
Bravo Marco #Travaglio . #NoCensuraPreventiva #Corona #Falsissimo #Merdaset #Signorini https://t.co/2PA8dGINt3
— mela verde (@melaverde880) January 27, 2026
Marco Travaglio su Corona: “Questa si chiama censura preventiva”.
Il noto giornalista ha scritto che se qualcuno crede che Fabrizio Corona lo abbia diffamato o violato la sua privacy, può denunciarlo e attendere la sentenza, mentre ha espresso delle perplessità sul fatto che un giudice abbia vietato al 51enne di pubblicare il nuovo video sul caso Signorini. Secondo Marco Travaglio, il giudice che ha accolto il ricorso di Alfonso Signorini, avrebbe tappato la bocca di Corona.
“È curioso che prima lo si punisse perché i suoi scoop li usava per non pubblicarli, ricattando la gente, e ora lo si punisca perché li pubblica, facendo infuriare gente che pagherebbe oro per non vederli pubblicati. Ieri un giudice civile di Milano gli ha praticamente tappato la bocca, ordinandogli di rimuovere tutti i contenuti su Signorini e vietandogli di diffonderne di nuovi. – ha scritto Travaglio – E non per qualche reato già commesso, ma per quelli che potrebbe commettere in futuro. Cioè perché Signorini e Mediaset hanno chiesto che non parli di loro. Una bella pretesa, che però si chiama censura preventiva. Si dirà: ma Corona non è un giornalista. E di grazia, dove sta scritto che nel villaggio iperglobale dei social possono parlare di Mediaset e di Signorini soltanto i giornalisti?”.
Marco Travaglio conosce Fabrizio Corona da quando era piccolo, aveva infatti un rapporto di amicizia e profonda stima con suo padre Vittorio e anche di questo ha parlato nella serie, Io Sono Notizia. Il direttore nello show di Netflix ha anche ammesso di voler bene a Fabrizio, ma anche di essere un po’ amareggiato dal fatto che l’ex re dei paparazzi è più noto di suo padre, che è stato un grande giornalista: “Il fatto che Vittorio Corona venga oggi ricordato come ‘il papà di Fabrizio’ dimostra che l’etica e il talento non hanno più cittadinanza in Italia. Io a Fabrizio, nonostante quello che fa e quello che dice anche di me, non posso non volergli un pochino di bene, perché per me è quel ragazzino con la borsa dell’Inter insieme a Vittorio“.
Selvaggia Lucarelli: “Quella su Corona non è censura”.
Tra i molti che credono che quella applicata a Fabrizio Corona non sia censura preventiva, c’è anche Selvaggia Lucarelli. La scrittrice non è affatto d’accordo con il suo direttore e in un articolo della sua newsletter ha spiegato chiaramente che il ricorso d’urgenza è stato presentato da Signorini attraverso i suoi legali Daniela Missaglia e Domenico Aiello per chiedere una tutela immediata, perché aspettando i normali tempi della giustizia c’era il rischio che i danni si aggravassero e diventassero irreparabili.
“L’ordinanza lungi dall’essere un provvedimento censura nei confronti di Fabrizio Corona rappresenta invece l’applicazione rigorosa dei limiti del diritto di cronaca e di critica previsti nel nostro ordinamento. Il ricorso d’urgenza è uno strumento che si usa quando c’è bisogno di una tutela immediata, prima ancora che inizi un vero e proprio processo civile o penale”.
Quella a Fabrizio Corona non è censura
Ecco cosa ha deciso il giudice, e perché, sul caso Signorini, e cosa potrebbe succedere se Corona non rispettasse l’ordinanza (spiegato bene, punto per punto). @mbgiuffrida https://t.co/lrZa00QKL9 pic.twitter.com/b4Ex6XtLCn— Selvaggia Lucarelli (@stanzaselvaggia) January 26, 2026
L’inibitoria alla pubblicazione non è censura: cosa ha detto Signorini nel suo ricorso.
Nel ricorso presentato al tribunale di Milano, Signorini ha dichiarato di essere vittima di un agguato mediatico orchestrato da Corona, che ha come obiettivo quello di distruggerlo per un tornaconto economico. Assistito dai suoi legali, Alfonso ha anche specificato che le accuse di Corona sono prive di riscontro probatorio, false, decontestualizzate e ha ricordato l’uso di frasi volgari, denigratorie, deprecabili (pronunciate con l’intento di ledere l’onore e la reputazione), oltre che la diffusione di chat e foto private.
Le osservazioni di Signorini spiegano perché Corona non può appellarsi al diritto di cronaca o alla libertà di stampa. Chiunque infatti può raccontare avvenimenti, retroscena o fatti, purché abbiano una base di elementi probatori o siano plausibilmente veri, abbiano una rilevanza pubblica e una corretta esposizione (niente offese, battute, allusioni)
Infatti Selvaggia Lucarelli commentando la decisione del Tribunale di Milano ha confermato che non è corretto parlare di censura: “Altro che censura: i limiti del diritto di cronaca. Il giudice milanese ha ritenuto che sussista il fumus boni iuris, in ragione del carattere illecito del materiale pubblicato da Corona. In particolare, l’ordinanza evidenzia che non si può invocare né il diritto di cronaca né la libertà di stampa per giustificare le condotte di Corona. Dunque l’inibitoria disposta dal Tribunale non configura una censura di stampa, bensì un legittimo provvedimento a tutela di diritti fondamentali altrui di fronte a un abuso della libertà di espressione“.








