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Marco Mengoni spiega perché i prezzi della sua residency a Milano sono alti, ma il web lo critica
Fabiano Minacci 29/09/2026

Marco Mengoni ieri pomeriggio ha incontrato la stampa per annunciare la sua residency a Milano all’interno di un nuovo locale, Allo Sbagliato, di cui curerà la direzione artistica.
Il cantante si esibirà quattro giorni a settimana, dal 5 novembre al 20 dicembre, alternandosi con altri ospiti, tra colleghi e comici. Sarà una serata senza una vera e propria scaletta, all’insegna dell’improvvisazione e della libertà. Marco Mengoni ha già specificato, però, che non canterà né Due Vite né L’Essenziale, ovvero le due hit che i fan amano di più e che gli chiedono puntualmente ogni volta che si esibisce. “Metà dei pezzi saranno cover di artisti che mi piacciono e stimo. Non canterò Due Vite e L’Essenziale, ma tutti i brani minori“, una dichiarazione che ha fatto storcere il naso a molti fan.
Un’altra decisione che ha fatto discutere è stata quella della location scelta dal cantante: un locale volutamente piccolo e quindi riservato a pochi intimi, con una capienza massima di 500 persone. A far discutere è anche il prezzo dei biglietti, che varia dai 100 ai 200 euro. A tal proposito, Marco Mengoni ha anche spiegato perché: sono prezzi regolati in modo da poter pagare tutte le maestranze che lavorano al progetto. “Dietro questo progetto ci sono diversi lavoratori, i costi sono dimensionati a far mangiare famiglie che vivono con mestieri nella musica, il contesto è di un livello alto. La tecnologia in alcuni casi aiuta ad abbattere dei costi. A noi servono macchine e personale atto a svolgere i compiti necessari. Se si prenota un pasto in uno stellato, si paga un servizio con una qualità altissima. La vedo come una cena fuori una volta all’anno“. Un esempio che personalmente non avrei fatto. Insomma, non so che gente frequenta Mengoni, ma nel mondo normale quasi nessuno ha la possibilità di spendere 200 euro a testa per una cena al ristorante.
Ad ogni modo, l’esperienza sarà davvero esclusiva ha promesso. A partire dalle sedute: “All’interno del club le sedute saranno pezzi di design e ci saranno le casse spia come negli anni 70“. Nessuno, però, potrà registrare niente: “I cellulari verranno messi all’interno di una bustina per far sì che non vengano usati durante le serate“. E ancora: “Io canterò per quattro sere a settimana, non sempre lo stesso giorno. Poi ci saranno altri colleghi, stand up comedian e dj, italiani e internazionali. Alcuni nomi: Faccianuvola, Rares, Sayf e Mace, ma anche Nuzzo e Di Biase, Luca Ravenna e Ghemon. Tutti gli artisti che saranno Allo Sbagliato li ho scelti perché arrivano allo stomaco”, ha concluso.
Nessuna hit, nessuna scaletta, nessuna foto ricordo, prezzo alle stelle.
Marco Mengoni spiega perché i prezzi della sua residency a Milano sono alti, ma il web lo critica
Fra i tanti commenti di critica che potete trovare tutt’ora su Instagram, uno con tante interazioni è questo: “Ci stanno togliendo tutto, tutto sta diventando privilegio per pochi, anche il piacere di ascoltare musica dal vivo in tranquillità, per ritagliarci qualche ora di felicità tra mille giornate storte che ormai siamo abituati a vivere ogni giorno come fosse la normalità. 115 euro il prezzo meno caro è uno schiaffone sul volto per molti e molte, più di quanto si possa immaginare. Che peccato e che tristezza“.
Ma anche: “Ti amo e ti amerò sempre ma… Da 115,00€ in piedi a 230,00€ il prezzo maggiore. Ma stiamo scherzando ? Per andare a vedere una serata dal vivo devo aprire un mutuo?? Ma la gente normale che deve fare i salti mortali per arrivare a fine mese? È proprio uno schiaffo in faccia a noi comuni mortali Non è giusto!! La musica e gli eventi dal vivo dovrebbero essere qualcosa da vivere non un lusso per pochi“. E anche: “Ciao Marco ti aspettiamo in un prossimo tour normale e noioso. Firmato chi ti segue da sempre ma i soldi fa anche fatica a guadagnarli. Goditi gli amici del circolino“.
Insomma, l’idea di Marco Mengoni è quella di creare qualcosa di diverso dal solito concerto, più intimo, esclusivo e lontano dalle dinamiche del classico tour. Peccato che, tra prezzi, capienza ridotta, niente hit e cellulari rigorosamente imbustati, per molti fan l’esclusività rischi di trasformarsi in una serata fuori portata.








