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Luigi Mangione, un uomo ha tentato di farlo evadere dal carcere: “Si è finto agente dell’FBI”
Anthony Festa 30/01/2026

A dicembre 2024 Luigi Mangione è stato arrestato con l’accusa di aver tolto la vita al ceo di UnitedHealthcare, Brian Thompson, ma in poche ore il web l’ha fatto diventare una vera star. Per mesi i media di tutto il mondo si sono occupati del 27enne, che come tutte le stelle è stato anche al centro di rumor di ogni tipo e anche di un mezzo scandalo quando qualcuno ha iniziato a parlare dell’esistenza di suoi video privati con altri ragazzi e poi il The Sun ha pubblicato delle immagini. Del caso del giovane italo-americano si è continuato a parlare anche la scorsa primavera, quando il suo avvocato ha dichiarato che il suo assistito potrebbe venire condannato a morte e un noto quotidiano italiano e un nostro deputato hanno fatto un appello a Giorgia Meloni, chiedendole di intervenire. Nelle ultime 24 ore il nome di Luigi Mangione è tornato a circolare prepotentemente, perché un ragazzo ha tentato di farlo evadere dal carcere.
Arrestato un finto agente dell’FBI: il folle piano di far evadere Luigi Mangione.
Mercoledì 28 gennaio, un uomo di 36 anni, Mark Anderson, armato di forchettone da barbecue e una lama circolare (usata per tagliare le pizze) si è finto agente dell’FBI e si è introdotto al Metropolitan Detention Center di Brooklyn con lo scopo di far evadere Luigi Mangione. Il 36enne originario del Minnesota è riuscito ad accedere al carcere, presentandosi alle guardie come un agente dell’FBI, ma qualcosa è andato storto.
Anderson aveva pianificato l’evasione del 27enne idolo del web (il fondo per la sua difesa ha superato già 1,4 milioni di dollari grazie alle donazioni dei fan) e stando alla ricostruzione dei presenti nel carcere, avrebbe detto agli agenti penitenziari di avere dei documenti firmati da un giudice, che aveva disposto il rilascio immediato del detenuto.
Alla richiesta di vedere i documenti, l’uomo pare abbia mostrato la sua patente di guida e che poi abbia aggiunto “sono in possesso di armi”. Quando Anderson si è accorto di essere stato scoperto, che la sua copertura era saltata, ha cominciato a lanciare fogli contro gli agenti, documenti che sembra riguardassero una causa contro il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Stando alla ricostruzione di APNews, dopo essere stato fermato dagli agenti penitenziari, Mark Anderson si troverebbe in carcere presso il Metropolitan Detention Center (lo stesso dell’uomo che ha tentato di liberare).
E se il vero scopo di Mark Anderson fosse stato quello di finire in carcere con Luigi Mangione e di conoscerlo?
☕️‼️ BREAKING: A Minnesota man named Mark Anderson allegedly posed as an FBI agent to free Luigi Mangione from Brooklyn’s Metropolitan Detention Center. He presented a fake court order and carried a BBQ fork and pizza cutter as “weapons.” pic.twitter.com/8rCPtij5k0
— The Tea Brief (@theteabrief) January 29, 2026
La denuncia penale dell’agente che ha arrestato Mark Anderson.
Il caso dell’arresto di Mark Anderson ha già fatto il giro del mondo, ne parlano siti statunitensi, inglesi, francesi, italiani e sui social migliaia di utenti stanno commentando la vicenda. Proprio sui social è finita anche la denuncia penale firmata dall’agente Thomas Ford e in cui è stato descritto ciò che è successo mercoledì presso il Metropolitan Detention Center di New York.
“Il sottoscritto, Thomas Ford, agente speciale del Federal Bureau of Investigation (FBI), debitamente giurato, dichiara e afferma quanto segue: Sono un Agente Speciale dell’FBI da circa 8 anni e attualmente assegnato alla squadra crimini violenti (C-19) dell’ufficio FBI di New York. Il 28 gennaio 2026, nel Distretto Orientale di New York, l’imputato Mark Anderson ha consapevolmente e intenzionalmente falsamente assunto e preteso di essere un ufficiale e dipendente degli Stati Uniti, agendo sotto l’autorità del governo federale, e ha agito come tale, in violazione del Titolo 18 del Codice degli Stati Uniti, Sezione 912.
Sono a conoscenza dei fatti descritti di seguito grazie alla mia partecipazione personale all’indagine, alla revisione dei file investigativi e ai rapporti di altri agenti delle forze dell’ordine coinvolti.
Esiste causa probabile per credere che Mark Anderson si sia falsamente presentato come agente FBI presso il Metropolitan Detention Center (MDC) federale a Brooklyn, New York.
Il 28 gennaio 2026, intorno alle 18:50, l’imputato Mark Anderson si è avvicinato all’area di accettazione all’ingresso del MDC e ha dichiarato ai membri in uniforme del Federal Bureau of Prisons (BOP) di essere un agente FBI in possesso di documenti «firmati da un giudice» che autorizzavano il rilascio di un detenuto specifico in custodia presso l’MDC.
Quando gli è stato chiesto di esibire credenziali federali, Anderson ha mostrato la sua patente di guida del Minnesota ai funzionari BOP e ha affermato di essere in possesso di armi. Anderson ha anche esibito e lanciato numerosi documenti ai funzionari. Ho esaminato quei documenti e appaiono relativi a denunce o reclami contro il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.
Mark Anderson è stato fermato dai membri del BOP e il suo zaino è stato perquisito, rivelando una grande forchetta da barbecue e una lama rotonda in acciaio. È stato preso in custodia. Poiché lo scopo di questa denuncia è solo esporre i fatti necessari per stabilire la causa probabile per l’arresto, ho descritto tutti i fatti e le circostanze rilevanti di cui sono a conoscenza”.








