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Lorenzo Nobilio di Squid Game: “Sono queer e cerco l’amore, mi piacerebbe fare il Grande Fratello”

Fabiano Minacci 09/12/2023

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Lorenzo Nobilio è stato l’unico italiano a partecipare alla prima edizione di Squid Game – La Sfida e nonostante nel cast fossero 456 concorrenti (come nella serie originale coreana) si è fatto notare ed è stato uno dei protagonisti indiscussi. Per questo motivo ho deciso di fargli qualche domanda.

Come sei arrivato a Squid Game? Hai inviato una candidatura e poi ti hanno chiamato loro per un provino?

“L’ho visto da Trash Italiano e ho mandato la candidatura. Sono state un po’ di interviste informali al telefono un po’ per capire che personalità avessi. Ne avrò fatte poi un paio video anche se alla terza richiesta mi sono stufato perché sapevo mi avrebbero voluto e allora gli ho dato un ultimatum: ‘o alla prossima mi chiamate confermando la mia partecipazione o io non faccio più niente‘. Ha funzionato evidentemente”.

Sei stato l’unico italiano ad essere stato arruolato, una bella responsabilità. Da tempo però non abiti più in Italia, come mai questa decisione?

“Ho lasciato l’Italia a 19 anni, un salto nel vuoto, senza amici e tutto da costruire li. Ero attratto dalle possibilità lavorative più generose e meritocratiche anche se poi l’erba del vicino è sempre più verde ma qua (in UK) se vuoi far carriera il tuo lavoro è retribuito abbondantemente. Ho fatto il bartender per sostenermi gli studi. Io amo l’italia ma penso faccia fatica ad avere una visione più sul futuro focalizzata sulle possibilità e talento”.

Quando è stato registrato il reality? E quanti giorni effettivi è durato il tutto?

“Abbiamo girato a gennaio, il tutto per me è durato due settimane ma per i finalisti tre”.

Come mai nel tuo look da confessionale hai sfoggiato un abito in uncinetto?

“Disegno idee di abiti con mia sorella che lavora all’uncinetto. Mi piace esprimermi in modo creativo e fuori dalle regole fregandomi poco di quello che pensa la gente. Che parlino. Sotto sotto volevo lasciare un messaggio di libertà nell’espressione personale, anche se questa può essere vista come fuori luogo. Poi da persona queer ho colto l’opportunità di far vedere un ragazzo con abito non tipicamente maschile su uno show internazionale con pubblico non tipicamente esposto a cose queer. Se il questioning Lorenzo di 15 avesse visto una ragazzo con un vestito si sarebbe sentito sicuramente più legittimato ad essere se stesso”.

Ti piacerebbe partecipare anche a un reality show italiano?

“Sì. Tantissimo, alla fine mi piace molto il gossip italiano. Molto crudo e pieno di scoops. Mi piacerebbe fare il Grande Fratello, anche se io cerco l’amore! Un programma di dating sarebbe il mio sogno”.

Signorini, prendi nota.

 

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