Musica

Laura Pausini a Sanremo commenta il crollo del suo album in classifica e le critiche

Anthony Festa 23/02/2026

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Nonostante la promozione e i singoli rilasciati, Io Canto 2 non è riuscito a debuttare in vetta alla classifica degli album più venduti e si è fermato al terzo posto. In sette giorni il nuovo disco di Laura Pausini è scivolato alla ventesima posizione, sotto ad album usciti anni fa come Persona di Marracash e Rockstar di Sfera Ebbasta, mentre è alla 4 nella classifica delle copie fisiche (segno che il problema principale è lo streaming). Stamani durante la conferenza stampa del Festival di Sanremo, la giornalista Maria Elena Barnabi ha chiesto alla cantante romagnola un commento in merito ai risultati deludenti del suo nuovo progetto discografico e lei ha tirato in ballo il tour: “La prossima settimana andrà in 80ª posizione, però la gente viene ai miei concerti“.

La domanda sarà anche spiacevole, ma è legittima, anche perché sempre più spesso vediamo i dischi di grandissimi artisti che faticano in classifica. Basta pensare a Tiziano Ferro e al suo Sono un Grande, che ha debuttato alla 1, ma è rimasto poche settimane in top 100, arrivando ad appena 25.000 copie vendute, poche per un cantante che arrivava con facilità ai dischi di diamante. Il successo dei tour (trainati dal nome e dal repertorio) non compensa di sicuro l’accoglienza tiepida degli album di questi pilastri della musica italiana, che forse dovrebbero chiedersi se non siano le loro proposte a non incontrare il gusto del pubblico. E non c’entrano gli anni di carriera, l’età o il pubblico giovane, Giorgia è un esempio che con i giusti pezzi i numeri e le vendite arrivano eccome. E poi dai primi della classe ci si aspetta sempre qualcosa di più sia in termini di qualità, che di risultati e anche per questo performance mediocri in classifica fanno rumore.

Laura Pausini e la replica alle polemiche social.

Non solo la domanda sul mezzo flop del disco, Maria Elena Barnabi ha chiesto a Laura Pausini come mai quando c’è lei arrivano molti commenti negativi, mentre con altri nomi come Eros Ramazzotti o Tiziano Ferro non ci sono queste controversie: “È come se si fosse rotto un patto col pubblico e magari Sanremo può essere un’occasione per riprenderlo?“.

La co-conduttrice di Sanremo 2026 ha spiegato che accade spesso che i grandi nomi generino reazioni di ogni tipo e ha aggiunto di sentire ancora molto amore da parte del pubblico italiano: “Non sto seguendo io i social. Sono pronta ad affrontare Sanremo. Ho deciso di esserci perché è l’ultimo festival di Carlo Conti, il primo senza Pippo Baudo. È il primo anno in cui dedico un disco intero alla musica italiana. Ho vinto Sanremo a 18 anni. Ho sempre avuto persone a cui sono piaciuta e altre no. Mi è sempre stato detto che crescendo avrei perso del pubblico, invece l’amore che ricevo in questo Paese è ancora tanto. Quando ci sono personaggi con forte seguito, generano polemiche. A volte succede anche a me. In Italia ci sono più persone che si sfogano sui social. Sulla mia pagina quando ci sono 4mila commenti, 400 sono negativi, ma fanno più notizia questi, perché ormai siamo abituati così. La gente che mi ferma per strada però non è così. Io mi sento amata in questo Paese“.

Che i colleghi di Laura Pausini non attirino la stessa mole di critiche e polemiche è vero, così come lo è il fatto che alle donne si perdona molto meno, dai flop, agli scivoloni, fino a un’intervista meno riuscita. Questo non accade solo nella musica, ma anche in politica o nel mondo della televisione. Inoltre la bufera che ha travolto Laura Pausini non poggia su basi solide, non ci sono dichiarazioni problematiche, errori clamorosi, ma solo una piccola serie di inciampi (spesso non dovuti a lei) e poi un gruppo di utenti che hanno iniziato ad attaccarla, spalancando la porta poi al popolo del web, che ciclicamente ha bisogno di un nuovo “nemico”.

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