LGBT

KastaDiva, chiusa la raccolta fondi per il funerale: cosa è successo

Fabiano Minacci 27/01/2026

article-post

La comunità LGBT+ ha partecipato con grande affetto alla raccolta fondi avviata dalla sorella di KastaDiva per riportare la salma del fratello in Sicilia e permettere così alla famiglia di celebrare il funerale. La partecipazione è stata così attiva che la cifra inizialmente richiesta su GoFundMe è stata raccolta in pochissimo tempo: l’importo richiesto è passato rapidamente da 7 mila a 11 mila euro, fino a raggiungere i 20 mila euro. A questo punto è stato Taffo a portare il caso all’attenzione pubblica, chiedendo di interrompere le donazioni.”Per trasportare una salma non ci vogliono tutti questi soldi, vorremmo sapere a chi servono visto che Bruno non c’è più. Considerando che lui  lamentava l’assenza dei familiari in più occasioni sui suoi canali social vorremmo sapere quando verrà interrotta questa raccolta fondi dalla pagina dell’artista usata per scopi commerciali. Invitiamo tutti a non donare. Grazie“.

Alla luce delle polemiche è stata proprio lei a fare chiarezza con un post sui social. “Salve a tutti, mi trovo a scrivere queste righe in un momento di dolore spiegandovi che: la raccolta fondi è stata avviata con un tetto massimo che raggiungesse gli €11.000 per sostenere le spese di trasporto, sepoltura della salma, acquisto posto cimiteriale, muratore, tasse comunali e camera ardente a Roma (post effettuazione di autopsia) per permettere a tutti coloro che hanno conosciuto, tanto o poco, Bruno di salutarlo. Non conoscevo GoFundMe prima d’ora e non sapevo che stabilendo un tetto massimo e raggiungendo la somma, automaticamente, questa aumentasse, sennò mi sarei premurata di bloccare tutto prima. Ci tengo a rinnovare che le donazioni in quanto tali sono SPONTANEE. Verrà comunque ovviamente fornita prova di tutte le spese sostenute per Bruno. Inoltre, in evidenza di prove sarebbero state fatte donazioni sia alla comunità LGBTQ+ e comunità di tossicodipendenti. Grazie“.

La sorella di KastaDiva chiude la raccolta fondi, il pensiero di Selvaggia Lucarelli

Il caso è stato commentato anche da Selvaggia Lucarelli che su Instagram ha scritto: “Mi state intasando la posta con segnalazioni sulla raccolta fondi sospetta della sorella del ragazzo suicida. Non serve che io continui a dire le stesse cose, sapete come la penso e non posso ribadirlo ogni volta. Per me le raccolte fondi per malattie (esiste il sistema sanitario nazionale), incidenti, dopo la morte di qualcuno, chiunque esso sia, non hanno senso se non in casi eccezionali. Ancor meno hanno senso senza spese documentate. Sono solo escamotage che fanno leva sull’onda emotiva del momento“. Con 430 donazioni, sono stati raccolti in totale 13.608 euro.

Potrebbe interessarti anche