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Irene Pivetti: “Mi preparo al carcere, ho mangiato alla Caritas”
Anthony Festa 29/08/2025

Autrice, giornalista, conduttrice, imprenditrice, deputata e soprattutto Presidente della Camera nel 1994, queste sono solo alcune delle cose che ha fatto Irene Pivetti. L’ex politica ha sempre saputo reinventarsi, ma nel 2020 è finita al centro di un famoso scandalo, quando la Guardia di Finanza ha sequestrato mezzo milione di mascherine importate dalla Cina, dall’azienda di Irene Pivetti, questo perché erano ritenute di scarsa qualità e non idonee. Cinque anni fa gli inquirenti hanno trovato fatture emesse dalla società alla Protezione Civile, per la cessione di 15 milioni di mascherine, a fronte di un pagamento di 25 milioni di euro. Successivamente sono stati bloccati i conti dell’azienda e l’ex Presidente della Camera è stata indagata con l’accusa di frode in commercio, falso ideologico, uso di atto falso, ricettazione, fornitura di prodotti non conformi in base al Testo Unico sulla sicurezza, violazione di dazi doganali e reati fiscali.
Nel 2022 ospite di Barbara d’Urso a Pomeriggio 5, l’imprenditrice si è dichiarata innocente e ha anche parlato della sua nuova vita con mille euro al mese: “Quelle mascherine sono ottime mascherine, quando sono state vendute da me al distributore non c’era ancora la norma dell’Inail, quando poi il distributore le ha vendute al farmacista è entrata in vigore la norma dell’Inail che ha impiegato oltre venti giorni per dare una risposta. Dopo altre settimane è arrivato il diniego dell’Inail ma queste mascherine erano state ampiamente distribuite, spiegando a chi le comprava che si era ancora in attesa della risposta dell’Inail. Cosa faccio adesso? Servo i pasti in un ristorante sociale, una mensa no profit, non c’è nulla di terribile. Mi trovo molto bene e mi sento fortunata. Se guadagno mille euro al mese? Sì. Durante le indagini mi hanno sequestrato tre milioni di euro e sono sotto sequestro. Se mi dovessero ridare quei soldi? Erano dell’azienda, che è stata distrutta, sono denari che non mi riguardano più. Io tengo al mio onore e spero che venga fuori la verità. Ci sarà modo di dimostrare che non ho ingannato nessuno“.
Continua la bufera su Irene Pivetti e sulle sue mascherine: a #noneladurso tutti gli ultimi sviluppi. pic.twitter.com/PXOE0A0rCd
— Mediaset Infinity (@MedInfinityIT) June 7, 2020
Irene Pivetti, la condanna e il periodo di crisi: “Non avevo i soldi per mangiare”.
L’ex deputata è stata condannata in primo grado a 4 anni di carcere per evasione fiscale e autoriciclaggio in merito alla compravendita di alcune Ferrari e adesso è anche a processo per la compravendita di milioni di mascherine dalla Cina.
A seguito della condanna e in attesa di sapere come finirà la vicenda delle mascherine, la 62enne ha raccontato alcuni suoi momenti difficili, come quando è riuscita a mangiare grazie ai pacchi della Caritas: “Non mi vergogno a dire che non avevo i soldi per mangiare. Non sapevo come andare avanti. – si legge su Il Giornale – Ho venduto tutto quello che potevo ai rigattieri, anche i regali di nozze. Durante il periodo del lockdown per Covid erano chiusi e capitava di non riuscire a fare la spesa. Per questo sono andata a ritirare i pacchi con cibo in scatola e lattine alla Caritas di San Vincenzo. Poi ho trovato una cooperativa di ex detenuti, la Mac Servizi, in uno scantinato. Mi sono messa a lavorare per loro. Ho iniziato come volontaria, facevo le pulizie e poi mi hanno riconosciuto uno stipendio di mille euro al mese. Quando l’ho ricevuto non potevo crederci… Finalmente avevo i soldi per mangiare“.
L’ipotesi del carcere.
In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Irene Pivetti è sembrata molto meno ottimista rispetto a quando frequentava i salotti di Barbara d’Urso e ha anche rivelato che si prepara alla possibilità di finire davvero in carcere. “Se penso alla possibilità di finire in carcere? Sì, scusi, ma mi accendo una sigaretta. Ci penso, mi preparo anche a questa eventualità. Ho le mie tristezze di mamma e ora anche nonna, ma non lascio che questo pensiero prenda il sopravvento sulla mia vita. Cerco di vivere anche questo con equilibrio. Non voglio che la condanna pesi come una spada di Damocle sulla mia vita. Grazie a Dio, e non è una frase fatta, sono riuscita a riprendere la mia vita. la fede mi aiuta, il Signore sa quello che fa e mi affido a lui. Devo dire grazie alla Cooperativa sociale Mac di Milano, l’unica che mi ha teso la mano quando tutti mi hanno lasciata sola. Quando ho avuto il primo stipendio da mille euro ho capito che potevo farcela“.
E al Corriere la donna ha raccontato anche del suo ennesimo cambio di vita, adesso infatti è tornata a lavorare in un progetto che riguarda la Cina: “Se mi occupo di nuove cose? Sì, di progetti culturali con l’associazione Amicizia Italia Cina. Promuovo eventi culturali, organizzo missioni per imprenditori italiani, faccio da ponte. La Cina è una parte importante e bellissima della mia vita dal 2011, un Paese che cresce e accoglie in modo straordinario“.