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Heated Rivalry, un giocatore di Hockery fa coming out grazie alla serie

Anthony Festa 15/01/2026

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La serie canadese Heated Rivalry è diventata ufficialmente un fenomeno mondiale, i due attori protagonisti sono richiestissimi, stanno facendo il giro degli show americani e sono stati anche ai Golden Globes, tutti i media ne parlano e a quanto pare lo show ha anche aiutato un giocatore di hockey a fare coming out pubblicamente.

Di recente Hudson Williams ha rivelato di aver ricevuto diversi messaggi privati di sportivi gay non dichiarati, che gli hanno detto quanto non sia facile uscire allo scoperto nel mondo dello sport e come la storia di Ilya e Shane li abbia ispirati e questo è successo anche a Jesse Kortuem, che in un’intervista rilasciata a Out Magazine ha spiegato di come il telefilm gli abbia dato una spinta nel parlare del suo orientamento: “So che molti uomini gay non dichiarati nel mondo dell’hockey sono stati colpiti dal successo di Heated Rivalry. Mai nella mia vita avrei pensato che qualcosa di così positivo e amorevole potesse venire da uno sport così maschile. Nelle ultime settimane ho faticato a esprimere queste emozioni a parole, temendo l’impatto sulle dinamiche di squadra. Oggi ho deciso di raccontare finalmente il mio percorso nell’hockey e la mia storia. Sono estremamente grato per tutti i commenti positivi che ho ricevuto dai miei ex compagni di squadra e dai compagni di liceo“.

L’hockeista che nella sua carriera ha giocato come difensore in diverse leghe, su Instagram ha ringraziato tutti per il supporto e ha scritto: “Dopo anni di privacy, rompo il mio silenzio per condividere un viaggio iniziato nella pista del Minnesota, finalmente ho trovato la serenità. È la storia dell’essere un atleta non più chiuso e che non deve più lottare per conciliare due identità”.

“Si è acceso qualcosa con Heated Rivalry”.

In un lungo post pubblicato su Facebook, Jesse Kortuem ha ripercorso gli anni in cui ha nascosto una parte di sé, descrivendo le sensazioni che ha provato, dalla paura, all’esigenza di nascondersi, anche con i suoi compagni di squadra.

L’hockeista ha detto di essere sempre stato una persona molto riservata, non incline a condividere il suo privato e le sue emozioni, ma ha anche aggiunto che qualcosa è cambiato quando ha visto la serie con Connor Storrie e Hudson Williams (che adesso segue anche su Instagram): “Ultimamente qualcosa si è acceso dentro di me, anche grazie a Heated Rivalry. Ho capito che era finalmente arrivato il momento di raccontare un percorso che ho tenuto stretto e nascosto per tantissimo tempo. Per qualsiasi giocatore di hockey, i suoni della pista e l’aria gelida sono inconfondibili. I tiri potenti, i dischi che sbattono contro le balaustre e i pattini che incidono il ghiaccio fresco. Per molto tempo, però, la pista non è stata un luogo in cui potevo essere completamente me stesso. Sentivo di dover nascondere parti di me, questo è durato per troppo tempo“.

La storia di Jesse Kortuem.

Jesse è il più giovane di quattro fratelli maschi ed è cresciuto in quello che è chiamato anche “lo stato dell’Hockey” (il Minnesota), fin da ragazzino ha capito di essere gay, ma ha anche vissuto con la paura e una domanda costante: “Posso essere omosessuale e allo stesso tempo praticare uno sport così duro e mascolino?“.

Kortuem con il tempo è arrivato alla conclusione di dover celare una parte di sé, perché temeva che la sua passione per lo sport e l’amore per l’hockey non potessero convivere. A questi pensieri si sono unite paure comprensibili nei primi anni 2000, come quella della discriminazione, delle battutine negli spogliatoi, per lui fare coming out non sembrava un’opzione possibile e così si è chiuso in sé stesso. Jesse ha anche tirato in ballo il problema della scarsa rappresentazione nei media di persone e personaggi LGBTQ: “Con così poca rappresentazione positiva nei media dell’epoca, sarebbe stato un disastro sociale in una scuola superiore come la mia“.

Poi è arrivato il trasferimento a New York e Atlanta, i primi ingaggi in squadre importanti e così Jesse ha fatto coming out, ma solo con alcune persone vicine a lui: “A quel punto ero dichiarato con delle persone della mia vita, ma non riuscivo comunque ad aprirmi all’interno delle mie squadre di hockey. All’esterno ero un giocatore di alto livello, dentro, ero ancora quel ragazzo del Minnesota che si nascondeva. Come molti altri atleti non dichiarati, rivelare chi fossi davvero alla squadra avrebbe cambiato tutto in un istante: la loro opinione su di me, il rischio di attirare attenzioni negative sulla squadra per via del “giocatore gay”. Così non ho mai avuto il coraggio di provarci. Passavo ogni settimana nello spogliatoio con ragazzi che rispettavo, eppure non mi sentivo abbastanza al sicuro da dire loro chi fossi davvero“.

Ogni volta che i compagni di squadra parlavano di mogli, figli, fidanzate, flirt e ragazze, Jesse cambiava subito argomento, perché temeva che gli altri avrebbero potuto capire qualcosa di lui, sensazioni che molte persone LGBTQ possono comprendere bene.

Il momento del coming out.

Il vero punto di svolta per Kortuem è arrivato nel 2017, perché in un momento di crisi, quando stava pensando se abbandonare lo sport o se restare nell’ombra per sempre, all’improvviso ha deciso di iscriversi a un torneo di hockey gay, un evento sportivo LGBTQ+ che si tiene ogni anno a Las Vegas. Durante quel torneo organizzato dalla famosa squadra Los Angeles Blades è successo qualcosa di speciale, che ha cambiato la vita dell’hockeista,

“Conobbi un gruppo di ragazzi provenienti da tutti gli Stati Uniti e dal Canada, giocatori di hockey come me. Da quel momento in poi, la mia vita non è stata più la stessa. È stato un percorso lungo e vulnerabile superare la maschera dell’atleta non dichiarato e trovare una pace autentica attraverso le amicizie”.

Il coming out pubblico però è arrivato solo ieri, proprio grazie alla serie Heated Rivalry e adesso Jesse ha anche un messaggio per i suoi colleghi gay che non sono ancora usciti allo scoperto: “Questa è la mia storia. Non è la storia di tutti, ma per quello che vale ho sentito il bisogno di condividerla, perché voglio parlare agli atleti che si nascondono ancora o che stanno lottando per trovare la propria strada. Voglio che sappiate che c’è speranza e che non siete soli. C’è una vita, e una felicità profonda, che vi aspettano lungo il vostro cammino. Ce la farete. E andrà tutto bene”.

 

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PH: Jesse Kortuem Instagram

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