LGBT
Fumettibrutti racconta il suo percorso di transizione: “Umiliata in sala operatoria perché trans”
Fabiano Minacci 22/01/2026

Fumettibrutti, pseudonimo di Josephine Yole Signorelli, è una fumettista e attivista transgender che qualche giorno fa ha raccontato il suo difficile percorso di transizione al podcast One More Time di Luca Casadei.
Ha raccontato che si è sottoposta a diverse operazioni: quella di riassegnazione di genere, quella al seno e quella alle corde vocali che è stata una delle più importanti della sua vita perché le ha permesso di smettere di avere paura di parlare in pubblico.
Purtroppo però, quella di riassegnazione di genere, non è andata molto bene. Anzi. Ha spiegato che quel giorno l’anestesista si è rifiutata di toccarla e che lei ha avuto la sensazione che il motivo fosse perché era trans. Al risveglio le hanno detto che era andato tutto bene, ma lei si è accorta subito che qualcosa non andava: la gamba destra non rispondeva più, bruciava e le faceva molto male.
“L’anestesista quel giorno aveva deciso di prendersela con me: disse semplicemente ‘non metto le mani sopra questa persona’, credo che si riferisse semplicemente al fatto che fossi trans. Dopo l’operazione mi sveglio e capisco che c’è qualcosa che non va, nel senso che loro dicono che è andato tutto bene, ma la mia gamba destra non aveva più i nervi. Bruciava e mi faceva male, malissimo perché sono rimasta 12 ore a gambe aperte sul tavolo chirurgico, mentre queste persone non operavano e basta. Io adesso ho le prove che queste persone sono anche andate a pranzo“.
Fumettibrutti umiliata dai medici che l’hanno operata
“Questi interventi durano al massimo dalle 2 ore e mezza alle 4 ore” – ha continuato Fumettibrutti – “Quello che dovrebbe succedere una volta fatto l’intervento è che devi cominciare a fare delle dilatazioni. Per me era estremamente doloroso e faticoso e poi ho scoperto che in realtà il problema non veniva da me: era proprio una caratteristica dell’intervento, l’ho scoperto molti anni dopo“. Quando se ne è lamentata con i medici, questa è la stata la loro risposta che l’ha fatta sentire umiliata: “È un buco, ai maschi interessa solo quello“.








