LGBT

Francesco Pellegrino: “Interpretavo una donna trans e sul treno mi hanno offeso”

Fabiano Minacci 31/01/2026

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Francesco Pellegrino è per tutti Angelo ‘A Sirena della serie su Now, Gomorra – Le Origini, ma qualcuno se lo ricorda anche per essere stato Gloria Priori nella serie su Netflix, La Vita Che Volevi. Una piccola parte in cui ha interpretato il personaggio di Gloria Priori quando ancora si faceva chiamare Alessandro Priori e non aveva ancora ben capito la sua identità.

Francesco Pellegrino per empatizzare maggiormente con il personaggio che avrebbe dovuto interpretare per Netflix, chiese al regista di poter indossare i panni di Gloria Priori (che nella serie, nella sua versione adulta, è interpretata da Vittoria Schisano) anche nella vita reale al di fuori del set. Lo ha confessato lui stesso a FanPage in una recente intervista.

Ivan (Ivan Cotroneo, regista della serie “La Vita Che Volevi”, ndr) è stato molto utile, mi ha accompagnato pian piano nella preparazione. Ho fatto un percorso fisico, ho perso una decina di chili per quel ruolo. Mi allenavo, e ho dovuto togliere la massa muscolare, è stato difficile non mangiare, non allenarsi. Un giorno avevo un manicure a Roma, avevo chiesto i costumi del personaggio per sperimentare quel ruolo al di fuori del set. Mentre ero in treno, sulla via del ritorno, un ragazzo mi offese tante volte. Mi alzai, gli dissi che se non avesse smesso, gli avrei dato un cazzotto. L’ho fatto perché volevo sperimentare, capire come mi avrebbero guardato le altre persone. E mi guardavano in un altro modo. E ho empatizzato con la comunità LGBTQIA+, anche se io non faccio distinzioni, sono per gli umani“.

Un’esperienza che gli ha permesso di capire più a fondo il personaggio e di confrontarsi, in prima persona, con lo sguardo e i giudizi degli altri, rendendo la sua interpretazione ancora più autentica.

 

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Quando era adolescente Francesco Pellegrino è stato una promessa del calcio, ma ha abbandonato quando è stato cercato da uno scouter di modelli. “Convinsi i miei genitori a farmi fare il modello. Nel periodo estivo pensai di provare questa nuova esperienza, e poi tornare a settembre e riprendere il calcio. Ma rimasi completamente rapito da quel mondo. Partii per Shangai, avevo 16 anni, e venni catapultato in una dimensione parallela. Da Aversa, mi trovai in una città ipertecnologica, grande quanto sette volte Roma. Fu una esperienza assurda. Feci amicizia con tante persone“.

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