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Il Festival della Canzone Italiana 2026: quali saranno gli ascolti televisivi previsti?

Fabiano Minacci 16/02/2026

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Da oltre settant’anni, il Festival di Sanremo rappresenta uno degli appuntamenti televisivi più seguiti e discussi del panorama mediatico nazionale. Tra le polemiche sul comico Pucci, la presenza di Tiziano Ferro tra gli ospiti e l’attesissimo esordio televisivo del cantante Tony Pitony, anche l’edizione del 2026 sembra già aver catalizzato l’attenzione e l’interesse del grande pubblico. Ma quali potrebbero essere gli ascolti previsti per il 66esimo festival?

Il trend degli ultimi anni

Le ultime kermesse sanremesi sono state caratterizzate da una sorprendente stabilità. Tra il 2020 e il 2024 è stato Amadeus a prendere le redini di Sanremo, con il compito di creare un coraggioso ponte tra tradizione e musica giovanile, guidando il Festival verso una vera e propria rivoluzione. La formula si è rivelata immediatamente vincente, grazie anche alla co-conduzione dell’istrionico Fiorello e al susseguirsi di eventi inaspettati e clamorosi. Basta pensare alla vicenda “Bugo-Morgan” di cui si parla ancora a distanza di anni.

Proprio nel 2024, nella sua ultima edizione, il direttore artistico è riuscito a conquistare una media di ascolti impressionante, pari al 65,44%. A raccogliere il testimone, nel 2025, è stato invece Carlo Conti, che ha scelto di modificare leggermente la linea data dal suo predecessore, concentrandosi sulla “normalità”, sul ritmo e dando maggior importanza alla tradizione musicale italiana.

Scelta ancora più audace, se si pensa che il pubblico di nuova generazione sembra essere interessato più alle clip virali, agli incidenti imprevisti e al Fantasanremo piuttosto che alle canzoni in gara. Si tratta, del resto, di una fascia di pubblico cresciuta in un ambiente mediatico molto più articolato rispetto al passato, dove televisione, social network e piattaforme digitali convivono e si influenzano reciprocamente. Il Festival non dialoga più soltanto con chi guarda la diretta in modo lineare, ma con utenti abituati a interagire con contenuti paralleli, a commentare in tempo reale e a partecipare a dinamiche collaterali come il Fantasanremo. In questo stesso ecosistema si collocano anche prodotti come Plinko+ slot, integrati in piattaforme digitali strutturate e parte di un’offerta più ampia che contribuisce a ridefinire le modalità di intrattenimento contemporanee. È all’interno di questo quadro complesso che Sanremo deve continuare a posizionarsi, mantenendo centralità culturale pur adattandosi a un sistema mediatico sempre meno verticale.

Il post Amadeus

Sebbene tutti temevano che la conduzione del presentatore toscano potesse gettare in frantumi la popolarità costruita per 5 anni da Amadeus, il Sanremo 2025 è stato un vero e proprio successo. Carlo Conti è riuscito a raggiungere, infatti, una media di ascolti pari al 66,38%.

Segno, questo, che il pubblico giovanile, per anni decisamente più distante rispetto alla televisione generalista, è stato ormai conquistato definitivamente dal nuovo linguaggio televisivo. Eppure la domanda sorge spontanea: riuscirà il presentatore toscano ad eguagliare il traguardo dell’ultima edizione?

Le stime di ascolto

Per l’edizione 2026, le previsioni sugli ascolti dipendono da alcune variabili chiave, che oltre alle scelte artistiche includono: la conduzione, il contesto mediatico e le abitudini di consumo. L’esordio televisivo di Tony Pitony, la presenza di Tiziano Ferro, il grande ritorno di Raf e la presenza di rapper che attirano il pubblico giovanile rappresentano già elementi che permettono già di immaginare il prossimo Sanremo come un evento mediatico per tutte le età.

In base a ciò, è facile immaginare una media di ascolti perfettamente in linea con le edizioni precedenti. Le prime serate potrebbero attestarsi attorno ai 10-11 milioni di telespettatori, con uno share compreso tra il 55% e il 60%. La serata finale, invece, potrebbe nuovamente superare la soglia dei 12 milioni, specialment in caso di forte coinvolgimento mediatico e di competizione serrata tra i favoriti.

Come già accennato, sarà particolarmente rilevante la fascia giovanile (15-34 anni). Questa permetterà di dimostrare che il Festival è ancora in grado di parlare alle nuove generazioni.

Un evento che va oltre i numeri

Aldilà delle cifre, Sanremo 2026 continuerà con tutta probabilità a essere un fenomeno culturale e sociale, capace di dominare la conversazione pubblica per settimane. In un panorama televisivo sempre più frammentato, la forza della kermesse sta proprio nella capacità di riunire davanti allo schermo (e online) pubblici diametralmente diversi, trasformando gli ascolti in un indicatore importantissimo, ma non unico del suo successo.

In conclusione, tutto lascia pensare che la 66esima edizione del Festival della Canzone Italiana manterrà i livelli d’ascolto molto elevati, confermandosi ancora una volta come il vero grande evento televisivo italiano.

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