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FanPage su Lucarelli: ha infranto il codice deontologico Rai? Il caso

Fabiano Minacci 30/11/2025

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Il giornalista Gennaro Marco Duello ha pubblicato su FanPage un lungo editoriale in cui si è interrogato su quanto scritto da Selvaggia Lucarelli sulla sua newsletter in merito a Barbara d’Urso.

Sul suo blog a pagamento, la giurata ha pubblicato un articolo al vetriolo su Barbara d’Urso. Ma non si è limitata alle solite frecciatine: ha rivelato dettagli molto specifici sul contratto della conduttrice. Compensi quantificati in “centinaia di migliaia di euro”, “mezzo milione” per “farsi dire da Mariotto ‘che noia’”, privilegi logistici come “trucco e parrucco personali esterni a Rai”, un “camerino in area separata rispetto agli altri concorrenti”, una “mega-casa” e altri benefit che, scrive Lucarelli, “nessuno ha mai avuto a Ballando, neppure Wanda Nara” – le parole di Duello – “Informazioni che una giurata può conoscere solo perché sta dentro al programma. Solo perché ha accesso a dinamiche, trattative, dettagli contrattuali che dovrebbero restare riservati. E invece finiscono su Substack, la piattaforma dove Lucarelli monetizza i suoi contenuti. Il punto non è se Barbara d’Urso abbia o meno quei privilegi. Il punto è: una giurata contrattualizzata da RAI può divulgare pubblicamente – e a pagamento – informazioni riservate sui compensi e i contratti degli artisti che partecipano al programma? Può trasformare i retroscena di un programma del servizio pubblico in contenuti per il proprio blog personale?“.

La domanda secondo Duello sarebbe retorica, perché non potrebbe. Il Codice Etico di Rai, infatti, vieterebbe di “divulgare ai mezzi di informazione le notizie connesse allo svolgimento delle attività lavorative senza autorizzazione. E vieta di comunicare all’esterno “informazioni relative ai terzi” senza il loro consenso“. (…) “Rai, contattata da FanPage per un chiarimento sulla vicenda, non ha mai risposto. Il silenzio è la risposta“, ha concluso.

Accuse diretta a cui Selvaggia Lucarelli ha risposto indirettamente usando una domanda ricevuta nel box domande di Instagram. “Non è contro il codice deontologico Rai divulgare dati dei compensi dei dipendenti?“. “Non sono una dipendente Rai e non ho rivelato con precisione alcun compenso. Ricordo però una interrogazione parlamentare in cui la Lega chiedeva di conoscere il mio“.

Selvaggia Lucarelli non ha citato espressamente l’articolo di FanPage, ma il giornalista – sempre tramite storie di Instagram – ha contro ribattuto.
Ecco quello che ha scritto:

Ma cosa dice il Codice Etico della Rai? Art. 3 “Ambito di applicazione e destinatari”. Il Codice è diretto anche a: “tutti i collaboratori, a qualsiasi titolo, anche occasionali e/o soltanto temporanei e a tutti coloro che intrattengono rapporti commerciali e/o finanziari di qualsiasi natura con la Rai, ovvero agiscono per conto della stessa sulla base di specifici mandati (ad esempio consulenti, fornitori, partner, agenti, concessionari,
intermediari), qualsiasi informazione ottenuta nell’adempimento dei compiti aziendali non può essere comunicata a terzi, sia all’interno che all’esterno di Rai, salvo nel caso in cui tale comunicazione sia necessaria per adempiere ai propri doveri professionali”. Inoltre, RAI “si impegna a non comunicare all’esterno, senza l’autorizzazione degli interessati, le informazioni relative ai propri dipendenti e ai terzi, generate o acquisite durante la propria attività”.

Il Codice è ancora più esplicito quando specifica che i destinatari “devono astenersi dal divulgare ai mezzi di informazione le notizie connesse allo svolgimento delle attività lavorative, salvo specifica autorizzazione. E prevede sanzioni: “Per quanto riguarda i Collaboratori esterni, la violazione dei precetti del presente Codice è sanzionata in base a quanto previsto nello specifico contratto, ferma restando la facoltà di RAI di richiedere il risarcimento dei danni verificatisi in conseguenza di detti comportamenti.

Insomma. Tre criticità sul caso Lucarelli-d’Urso. 1. La divulgazione di informazioni che dovrebbero restare riservate. Cioè i dettagli contrattuali, anche aspecifici come benefit, bonus, privilegi logistici, di un’artista. 2. La violazione della privacy contrattuale. Barbara d’Urso, per quanto personaggio pubblico e divisivo, ha diritto alla riservatezza sui dettagli del proprio contratto. Una riservatezza che viene meno quando un membro della giuria del programma decide di rendere pubblici quei dettagli. 3. La configurazione di un possibile conflitto d’interessi. Selvaggia Lucarelli avrebbe monetizzato informazioni acquisite in virtù del suo ruolo in un programma Rai attraverso una piattaforma editoriale personale a pagamento (Substack). Il Codice Etico prevede che “situazioni di potenziali conflitto d’interesse vengano portate a conoscenza dei diretti superiori”.

Le questioni sono precise: Rai ritiene che la divulgazione pubblica di dettagli contrattuali riservati da parte di una collaboratrice sotto contratto costituisca violazione del proprio Codice Etico? Il contratto di Selvaggia Lucarelli prevede clausole specifiche relative al rispetto della riservatezza? La Commissione Stabile per il Codice Etico – l’organo previsto dall’articolo 13 del documento per monitorare “la concreta osservanza del Codice” – è stata investita della questione? È stata aperta un’istruttoria? E soprattutto: quali garanzie di tutela della riservatezza contrattuale può offrire RAI agli artisti che partecipano ai suoi programmi, alla luce di questo episodio?

Al di là delle polemiche tra Selvaggia Lucarelli e Barbara d’Urso – le loro schermaglie riempiono da anni le cronache e lo stesso programma ne beneficia – qui si pone una questione di principio che travalica le antipatie personali: la tutela della riservatezza contrattuale all’interno dei programmi Rai.

Se collaboratori dell’azienda possono divulgare liberamente informazioni riservate senza conseguenze, quale artista può sentirsi garantito nella propria privacy professionale quando collabora col servizio pubblico? Quale talent, conduttore o concorrente accetterebbe di lavorare per Rai sapendo che dettagli del proprio contratto potrebbero finire su un blog o su un profilo social di un collega? La credibilità di Rai nei confronti del mondo dello spettacolo passa anche da qui: dalla capacità di garantire che le informa“.

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