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Eredità di Valentino, chi sono gli eredi dei 2 miliardi e delle ville sparse per il mondo

Fabiano Minacci 22/01/2026

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Lo scorso 19 gennaio Valentino Garavani si è spento a 93 anni e ora la domanda che tutti si fanno è solo una: chi sono gli eredi che erediteranno tutto il suo patrimonio?

La successione è stata regolata da un testamento che è stato depositato presso uno studio notarile romano. Lo stilista, gay dichiarato, non ha mai avuto figli né si è mai sposato, ma il suo patrimonio sarà diviso fra Giancarlo Giammetti, socio della maison e suo grande amore; Bruce Hoeksema, 68enne ex modello americano con cui lo stilista ha avuto l’ultima relazione e Carlos Souza, conosciuto a Rio De Janeiro nel 1973 e che gli ha curato le relazioni pubbliche. Quest’ultimo sarebbe stato inserito nel testamento insieme alla moglie Charlene Shorto De Ganay e ai due figli, Anthony e Sean. Fra i parenti di sangue figura la sorella Wanda Garavani e il pronipote Oscar Garavani.

Secondo quanto ricostruito da Il Messaggero a firma di Rosario Dimito, Valentino avrebbe costruito una fortuna stimata intorno ai due miliardi di dollari, comprendente un vasto patrimonio immobiliare – con proprietà di pregio tra Roma, Parigi e New York – una collezione d’arte privata di altissimo valore e la partecipazione in due società immobiliari. Ci sarebbe una Villa a Roma all’incrocio fra Via Appia Pignatelli e Via Erode Attico, una villa a Siena, un palazzo a Londra, uno chalet a Gstaad e pure un Castello cinquecentesco a Parigi. Ma anche uno yacht da 46 metri, gioielli, opere d’arte e quadri di Andy Warhol e Pablo Picasso.

Valentino, il ricordo del suo imitatore Dario Ballantini

La sua imitazione? È stata senz’altro la svolta della carriera. Mi sono messo a imitare un personaggio mondiale, non solo per la storia della moda, ma dell’arte. È stata una svolta perché è stata la prima imitazione fatta in strada, mi ha permesso di tirar fuori la mia comicità, ma anche quella che secondo me Valentino aveva, un’ironia personale, magari nascosta sotto mille formalismi; (…) è stato un onore imitarlo“, ha detto a FanPage. “Non ho mai avuto un riscontro diretto da parte sua, ma so che lui aveva apprezzato il mio lavoro. Lo guardava spesso, si divertiva con gli amici a vederlo, controllava, ormai, come se fosse un alter ego. All’inizio ha dovuto sopportare un po’ l’esagerazione, ma poi dopo, l’ha presa bene“. Ad AdnKronos ha aggiunto: “I rapporti con la maison? All’inizio erano buoni, ci diedero anche i primi abiti. Poi si infastidirono un po’. Poi finirono per apprezzare molto. Lui disse anche che in abiti civili un po’ assomigliavo a lui da giovane“.

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