LGBT
Elio Finocchio, Il Gay Più Bello d’Italia sul suo cognome: “Mio padre mi propose di cambiarlo”
Fabiano Minacci 28/08/2025

Elio Finocchio ha recentemente vinto il concorso Il Gay Più Bello d’Italia e, come c’era da aspettarsi, non sono mancate le battute sul suo cognome. Qualcuno ha parlato addirittura di surname shaming.
Il termine “finocchio”, come sappiamo, è da sempre usato come insulto omofobo. Elio lo conosce bene: con quel cognome ci è cresciuto e lo ha portato con sé per tutto il periodo scolastico, affrontando le difficoltà che ne derivavano. Intervistato da FanPage, ha confessato: “È una cosa che ovviamente nasce con me, me la porto da quando sono veramente piccolo e questa cosa mi ha fatto crescere immediatamente. Se non avessi reagito quando ero veramente piccolo, oggi non sarei qui. Per questo, tutto quello che hanno scritto fino ad oggi è passato indifferente per me. Forse è stato proprio il destino che mi ha preparato a quello che sta accadendo oggi. Quando qualcuno mi prende in giro per il cognome è come se mi dicesse: Buongiorno, come stai?“.
Elio Finocchio: “Mio padre mi propose di cambiare cognome“
“I miei genitori mi hanno insegnato: se torni a casa piangendo ti diamo il resto. È stata una fortuna che non è per molti. Papà mi ha anche proposto, quando ero un po’ più grande, verso i 18 anni o poco prima, di cambiare cognome. Mi ha detto: “I so che essere adolescente è un momento della vita in cui ci sono tante scoperte, e forse il cognome che porti è un cognome pesante. Vuoi andare a cambiarlo? Vuoi toglierlo? Modificarlo?“. Un’ipotesi che Elio Finocchio non ha mai voluto prendere. “Io gli dissi “Papà io non toccherò mai il mio cognome perché cambiarlo significherebbe non essere più parte della famiglia per anche solo una O. Togliere, mettere… Per me sarebbe dura, sarebbe comunque una sconfitta, sarebbe come darla vinta a tutte quelle persone che mi hanno preso in giro fino ad oggi. Quindi portare me a cambiare il cognome perché non va bene per la società… anche no. Me lo tengo“. La proposta del padre, probabilmente, era quella di cambiare in Finocchi.
Il Gay Più Bello d’Italia, infine, ha parlato dei diritti civili. “In Italia non mi sento discriminato, ma neanche tutelato appieno. Non mi sento nemmeno al sicuro, perché c’è ancora troppa disinformazione, troppa ignoranza, troppo bigottismo e non c’è, secondo me, il terreno per accogliere una totalità di libertà tra persone dello stesso sesso. Il nostro paese è ancora troppo indietro per essere il 2025“.