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Elena Sofia Ricci sbotta con la Rai per gli orari della prima serata: “Mancanza di rispetto”

Anthony Festa 03/10/2026

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I Casi di Teresa Battaglia sta per tornare in onda con la terza stagione e in occasione della conferenza stampa della serie di successo, Elena Sofia Ricci si è lamentata con la Rai per il trattamento riservato ai prodotti destinati alla prima serata. Ormai i film, le fiction e i programmi tv del prime time partono intorno alle 22:00 e in molti casi questi nuovi orari intaccano anche i risultati degli ascolti, mettendo a rischio il lavoro di attori, registi, tecnici.

Dopo essersi scagliata contro lo slittamento della prima serata alle 22:00 nel corso di un suo intervento all’Italian Global Series, l’attrice toscana è tornata sull’argomento anche ieri: “Ora non parliamo più alle 22, ma alle 21 e 50? Un successone eh. Non ci siamo ancora veramente, qualche cosa in più ci dovrebbero dare. Non è per niente giusto. Quella era la nostra prima serata, sarebbe la nostra prima serata e io torno su questo argomento“.

Per Elena Sofia Ricci, la Rai e le altre reti starebbero mancando di rispetto al pubblico, ma anche ai professionisti che lavorano a film e serie tv: “È scorretto, non è giusto per tutti quelli che hanno lavorato, da noi attori, dal regista, da tutta la troupe. Abbiamo lavorato tutti facendo il massimo, dando l’anima, il cuore, col freddo, col caldo. C’è il lavoro di squadre di persone, di decine di persone che lavorano. Mandarci in onda così tardi è una mancanza di rispetto enorme nei confronti del pubblico, perché la gente lavora, i ragazzi vanno a scuola“.

Elena Sofia Ricci su Rai Play: “Non è la stessa cosa della tv”

Spesso i dirigenti tv tirano in ballo le piattaforme, spiegando che chi va a letto presto e non riesce a guardare la prima serata in diretta, può sempre recuperarla il giorno dopo online. Secondo Elena Sofia Ricci, però, non è la stessa cosa, Rai Play non regala la stessa magia della messa in onda in tv, con i familiari che si riuniscono a vedere la fiction o il film: “È vero che c’è il Rai Play, ma chi se ne frega. Un conto è vedere le cose sul Rai Play, ognuno per i fatti propri. Un conto è vedere una famiglia riunita a vedere una serie. Una volta iniziavamo dopo il telegiornale, adesso siamo andati a finire in seconda serata. Questa cosa qua per me è irritante e ingiusta, perché non è giusto nei confronti del pubblico, dei ragazzi, delle famiglie che vanno a lavorare“.

La sessantaquattrenne ha rimarcato l’impegno e il duro lavoro che c’è dietro un prodotto come I Casi di Teresa Battaglia e proprio per questo ha a cuore che la tv pubblica lo riconosca, non relegando le serie a orari che rendono sempre più difficile la loro visione: “Noi abbiamo lavorato tutti con grande passione, entusiasmo, fatica, perché poi uno pensa che noi attori non lavoriamo, ma in realtà è faticoso. E solo chi viene sui set capisce che è faticosissimo. E soprattutto ci mettiamo l’anima, ci mettiamo il cuore, ciascuno di noi nel proprio ruolo, fa il massimo e ci vediamo sbattuti in seconda serata. Questo per me è a tutt’oggi un motivo di rabbia“.

La replica di Leonardo Ferrara

Tra i giornalisti presenti alla conferenza stampa, ad ascoltare le parole di Elena Sofia Ricci c’era anche Leonardo Ferrara, un dirigente della Rai.

Il responsabile della serialità della Rai ha preso le difese dell’azienda e ha subito specificato che se la prima serata adesso inizia quasi alle 22:00 non è colpa della tv pubblica, ma di un sistema generale, in cui tutte le reti hanno modificato la loro programmazione: “Ovviamente non è la Rai che decide il prime time, è un sistema ormai innervato in tutta l’offerta televisiva generalista, quindi va al di sopra. Noi capiamo ovviamente il pubblico che si lamenta degli orari, è vero che ogni tanto sforiamo, andiamo verso le 22. Ci stiamo lavorando per anticipare. Quando ho iniziato a lavorare il prime time iniziava alle 20:40. Adesso sono cambiate le cose, perché ci sono una serie di implicazioni nell’offerta televisiva da Sky, a Canale 5, fino a Italia 1 e i programmi giornalistici che durano fino alle 21:30“.

L’uomo ha anche spezzato una lancia a favore della piattaforma digitale Rai Play, che con il total audience contribuisce alla rilevazione degli ascolti. A differenza di altre piattaforme, secondo Ferrara, Rai Play sarebbe precisa e calcolerebbe ogni singolo utente che vi accede per guardare i contenuti: “La piattaforma Rai Play che è gratuita e ha milioni di iscritti, dove la mappatura del rilevamento dei dati è capillare, mentre altre piattaforme dicono ‘siamo primi in classifica’, i risultati di Rai Play sono tangibili matematicamente. Adesso c’è il total audience quindi non vale l’audience della generalista, ma vale anche quello della piattaforma“.

Il dirigente ha poi chiarito a Elena Sofia Ricci, che il suo appello è stato ascoltato dalla Rai, che è già al lavoro per cercare di anticipare l’orario della prima serata: “Il tuo messaggio è stato recepito, ci stiamo lavorando”. Ferrara ha chiuso il suo discorso sottolineando nuovamente che la colpa del prolungamento dell’access prime time non è della Rai: “Ovviamente è un sistema talmente complicato e innervato, che non riguarda solo noi, ma riguarda tutti i network“.

Elena Sofia Ricci ha risposto di getto, dicendo che se la Rai non ha colpe, di sicuro non le hanno nemmeno le persone che lavorano alle serie: “Men che meno riguarda chi si occupa della fiction“.

La Rai deve comunque ringraziare l’attrice, perché con il suo appello accorato ha fatto sì che dalle più importanti testate, fino ai blog e decine di pagine social, si siano occupate della conferenza stampa di una serie che altrimenti avrebbe avuto una copertura decisamente più ridotta.

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