News
Duffy torna a parlare del rapimento e delle terribili violenze subite: in arrivo il documentario su Disney+
Anthony Festa 26/03/2026

Dal 2008 al 2010 Duffy si è fatta conoscere in tutto il mondo ed è arrivata ai piani alti di tutte le classifiche più importanti, con hit come Mercy e Warwick Avenue. Poi è sparita, di lei non si è più saputo nulla per un decennio intero, nessuna intervista, nessun video musicale o singolo e finalmente nel 2020 abbiamo scoperto il motivo.
L’artista britannica con un post affidato al suo profilo Instagram ha raccontato di essere stata rapita e tenuta prigioniera. Esperienza che comprensibilmente l’ha sconvolta e segnata, tanto che il recupero è avvenuto molto lentamente: “Molti di voi si chiedono cosa mi sia successo, dove sia scomparsa e perché. Ora sto bene e sono al sicuro, sono stata abusata, narcotizzata, drogata e tenuta prigioniera per alcuni giorni. Ovviamente sono sopravvissuta. La ripresa ha richiesto molto tempo. Non esiste un modo leggero per dirlo. Ma posso dirvi che nell’ultimo decennio, per centinaia e centinaia di giorni mi sono impegnata per ritrovare la luce nel mio cuore e adesso il sole splende di nuovo. Vi chiedete perché non ho scelto di utilizzare la mia voce per esprimere il mio dolore? È che non volevo mostrare al mondo la tristezza nei miei occhi“.
A sei anni da quella confessione scioccante, la cantante è tornata a parlare di ciò che ha subito e l’ha fatto in un documentario che verrà pubblicato su Disney+. Il documentario ripercorrerà tutta la vita dell’artista gallese, dalla sua infanzia, alle violenze, fino alla decisione di abbandonare la sua carriera, un ritiro dalle scene sofferto. Questa sarà la prima volta in cui la 41enne apparirà pubblicamente per rivelare ciò che le hanno fatto. La responsabile dei contenuti Disney+ per l’Europa, Angela Jain, al Festival Series Mania, ha dichiarato: “Lei ci ha affidato la sua storia, quindi abbiamo una grande responsabilità nel trattarla con cura e sensibilità, perché è la prima volta che parla pubblicamente di ciò che le è successo“.
Duffy, la lettera ai fan: i dettagli dei soprusi subiti.
Nell’aprile del 2020, Duffy ha scritto e condiviso una lunga lettera, in cui ha raccontato ciò che le è stato fatto, dal rapimento alle droghe che le hanno fatto ingerire, fino agli abusi e il trauma da curare. In questa lettera la cantante non ha mai svelato l’identità del suo carnefice.
“Per le prime otto sedute non riuscivo a guardarla negli occhi, il contatto visivo era una cosa che proprio non riuscivo a mantenere. Dopo, non vedevo nessuno per settimane e settimane, restavo da sola. Mi toglievo il pigiama, lo bruciavo e ne mettevo uno nuovo. I miei capelli si riempivano di nodi perché non li spazzolavo. Alla fine li ho tagliati del tutto. Non leggete se pensate di non farcela a poter sopportare la sofferenza altrui. Era il mio compleanno, sono stata drogata in un ristorante… poi mi hanno drogata per quattro settimane e portata in un paese estero. Non ricordo di essere salita su un aereo, mi sono ritrovata sul retro di un’auto in viaggio. Sono stata chiusa in una stanza d’albergo e lì il mio rapitore è tornato e ha abusato di me. Ricordo il dolore e il tentativo di rimanere cosciente nella stanza, dopo quello che era successo. Lui è rimasto con me per un altro giorno, non mi guardava, dovevo camminare dietro di lui… ero un po’ cosciente e un po’ assente. Avrei potuto perdere la vita. Ho pensato di scappare verso una città vicina, mentre dormiva, ma non avevo soldi e temevo che avrebbe chiamato la polizia e forse mi avrebbero rintracciata in quanto ‘persona scomparsa’. Non so come io abbia avuto la forza di sopportare quei giorni, ho sentito la presenza di qualcosa che mi ha aiutata a rimanere in vita. Sono rimasta con lui, sono rimasta calma per quanto fosse possibile in una situazione del genere: tornata nella mia casa, dove mi teneva reclusa, mi sono seduta, stordita, come uno zombie. Sapevo di essere in pericolo, perché il mio aguzzino mi ha confessato velatamente il desiderio di togliermi la vita. Con quella poca forza che mi era rimasta il mio istinto era comunque quello di correre via, correre e trovare un posto dove vivere, dove non mi avrebbe trovata. Il rapitore mi ha drogata, a casa mia, per quattro settimane. Non so perché non sono stata drogata mentre mi trovavo all’estero; forse mi è stato dato un farmaco di classe A che non poteva portare oltre i confini nazionali”.
Duffy ha spiegato che a salvarla è stata una persona che la conosceva e che l’ha vista sofferente sul balcone: “Dopo tutto questo, qualcuno che conoscevo è venuto a casa e mi ha vista sul balcone che fissavo il vuoto, avvolta in una coperta. La persona ha detto che ero di colore giallo e sembravo una morta. In seguito, non mi sentivo sicura di andare alla polizia. Sentivo che se qualcosa fosse andato storto, sarei morta, perché lui mi avrebbe uccisa. Temevo di essere maltrattata o di finire al telegiornale. Alla fine però mi sono decisa, l’ho raccontato a due poliziotte… è tutto registrato, ho sporto denuncia“.
Da questa lettera Duffy non ha più parlato del suo rapimento, fino a oggi. Con il documentario di Disney+ scopriremo finalmente cosa ha spinto l’aguzzino a rapire la cantante e cosa è successo dopo che Duffy ha sporto denuncia. Dalla voce della vittima sapremo come l’esperienza devastante che ha vissuto l’ha portata alla decisione di ritirarsi dalle scene, nonostante il grande successo ottenuto dai suoi due dischi.








