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Don Alberto Ravagnani si apre su doppia vita dei preti, celibato, corpo e virilità: “Avevo rinunciato alla sessualità, ma mi disumanizzava”
Anthony Festa 08/02/2026

La decisione di Don Alberto Ravagnani di lasciare il sacerdozio ha fatto molto rumore, soprattutto per le centinaia di migliaia di follower che ha sui social e la figura di riferimento che era diventato per moltissimi giovani. Il 32enne si è sempre sentito libero nel suo ruolo, ma qualche tempo fa ha capito che non lo era davvero e dopo una lunga riflessione ha deciso di dire addio all’abito talare e ha spiegato i motivi nei dettagli nel corso di una chiacchierata con il comico Giacomo Poretti in un podcast.
L’ex prete in una nuova intervista concessa a Simonetta Sciandivasci per La Stampa, ha assicurato di non aver tolto il colletto per l’amore di qualcuno e ha anche aggiunto come la rinuncia della fisicità con altre persone l’abbia deumanizzato, visto che l’affettività e la sfera intima fanno parte della vita di ogni essere umano, fin dall’inizio dei tempi.
“Non lascio perché mi sono innamorato di qualcuno ma perché mi sono reso conto che non ho mai voluto innamorarmi di nessuno, di non essere in grado di innamorarmi di nessuno e questo mi ha spaventato. Mi sono imposto di amare solo Gesù come se l’amore divino dovesse escludere gli affetti umani. Ho rinunciato alla sessualità come se fosse peccaminosa e questa rinuncia però mi disumanizzava, perché la sessualità fa parte della nostra vita fin dall’origine, e dentro l’amore vissuto con il corpo e l’anima credo che si sperimenti molta della gioia di vivere che ha a che fare con il divino”.
Don Alberto Ravagnani e la doppia vita di tanti preti: “È più comune di quello che si possa pensare”.
L’ex sacerdote ha discusso anche della delicata questione del celibato e di come molti preti riescano ad aggirarla vivendo vite parallele a quelle in chiesa, intrecciando relazioni nel buio. Secondo Don Alberto Ravagnani sono molti i sacerdoti che dopo aver vissuto intensi conflitti interiori decidono di avere una doppia vita.
“Il celibato? Direi che è un aspetto centrale. Le regole della Chiesa sul celibato sono chiare: non ci sono vie di mezzo lecite. Molti preti hanno doppie vite, è una situazione più comune di quello che si pensa. Ma io non ho voluto: perché avrei dovuto lacerare la mia anima in maniera così ipocrita? Peraltro, mentre vagliavo la mia scelta, parlando con uno psicologo, altri preti, teologi, molti di loro mi hanno detto che il celibato tornerà presto a essere obbligatorio solo nelle abbazie, come era in origine”.
La giornalista prima di congedare l’ex vicario parrocchiale, gli ha chiesto che concessioni ha dato, in questi anni, al suo corpo e lui ha spiegato di essersi ritagliato del tempo da dedicare alla palestra, che pare l’abbia riconnesso alla sua virilità: “Molta palestra: mi ha riconnesso alla mia virilità, anzi me l’ha fatta scoprire“.

Don Alberto Ravagnani avrà lasciato l’abito e il ruolo che ha ricoperto per anni, ma non la fede, infatti in diverse interviste ha specificato che il suo amore per Dio non è mai stato messo in dubbio e che continuerà a parlare ai ragazzi, con lo stesso modo di prima, nonostante abbia lasciato il ministero sacerdotale: “Il bene continuo a farlo anche adesso. Ma auspico un cambiamento della chiesa, per il suo bene e quello dei ragazzi“.








