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Dolly Parton, 450 milioni d’eredità: è guerra fra il nipote e il manager

Fabiano Minacci 02/10/2026

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Lo scorso 25 agosto Dolly Parton si è spenta a 80 anni dopo una breve malattia e ora famiglia e staff si stanno già litigando il patrimonio che, secondo Forbes, è stimato a circa 450 milioni di dollari.

Dolly Parton quando è venuta a mancare era vedova: il marito Carl Dean, infatti, era morto a 82 anni nel marzo dello scorso anno, e i due non hanno mai avuto figli. Per questo motivo, in mancanza di un testamento, tra i possibili eredi ci sono le cinque sorelle e l’unico fratello ancora in vita, oltre ai numerosi nipoti.

Uno di loro è Bryan Seaver, figlio della sorella Cassie, che per oltre vent’anni ha lavorato per la zia come responsabile della sua sicurezza. È stato inoltre proprio lui a comunicare al mondo la scomparsa di Dolly. Ora, però, ha fatto il diavolo a quattro dopo che la She’s Alive, società incaricata di amministrare e tutelare gli interessi della cantante dopo la sua morte, ha deciso di interrompere il rapporto con lui e con la sua società di sicurezza.

A capo del fondo fiduciario di Dolly Parton c’è Danny Nozell, storico manager della cantante, che ha querelato Bryan Seaver trascinandolo in Tribunale dopo che quest’ultimo lo avrebbe minacciato di morte.

A sostegno della denuncia sono state depositate anche alcune comunicazioni nelle quali Bryan Seaver avrebbe minacciato di aprire un podcast con l’obiettivo di mettere in difficoltà i rapporti della She’s Alive e di raccontare presunte irregolarità all’interno di quella gestione. Oppure, in cambio del silenzio, sempre secondo l’accusa, avrebbe chiesto del denaro.

Così lo scorso 22 settembre un giudice del Tennessee, dopo aver ascoltato quegli audio, ha deciso di disporre di un ordine restrittivo temporaneo nei confronti dell’uomo e della sua agenzia. Bryan Seaver, tuttavia, si è difeso fornendo una versione completamente diversa e fra le pagine di TMZ ha spiegato che quelle minacce non erano reali, ma “pronunciate nel pieno del dolore per la perdita della zia“. Bryan, infatti, sostiene di aver agito con l’intenzione di difendere la propria famiglia e, soprattutto, sua zia Dolly Parton.

Insomma, quella che sembrava una semplice questione familiare legata alla gestione dell’eredità della cantante è già diventata una vera guerra legale. E mentre da una parte ci sono le accuse della She’s Alive e di Danny Nozell, dall’altra Bryan Seaver continua a sostenere di aver agito soltanto per proteggere la zia e la propria famiglia. Quel che è certo è che Dolly Parton, se sapesse, si rivolterebbe nella tomba.

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