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“Cosa rischia Corona e il passo falso di Signorini”: le parole dell’avvocato D’Erasmo

Fabiano Minacci 04/01/2026

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Leonardo D’Erasmo, definito da TvBlog “l’avvocato dei vip”, ha rilasciato una lunga intervista al portale televisivo, facendo chiarezza su ciò che Fabrizio Corona e Alfonso Signorini potrebbero rischiare dopo le denunce presentate in seguito alla messa in onda delle due puntate di Falsissimo. Com’è noto, Fabrizio Corona è stato denunciato da Alfonso Signorini per revenge, mentre il conduttore è stato denunciato da Antonio Medugno per violenza e tentata estorsione.

Cosa rischia Fabrizio Corona

Le parole di Leonardo D’Erasmo sono state chiare: “Corona, più che quello che potrebbe rischiare, è quello che già sta rischiando. Al momento è formalmente indagato in questa vicenda. Ha un’imputazione per divulgazione illecita di immagini con contenuto esplicito. È stato anche ascoltato in Procura per circa due ore la settimana scorsa, quindi è quello che rischia di finire a processo per questo capo d’imputazione quantomeno“.

In merito alla diffusione delle chat private, Fabrizio Corona non rischierebbe nulla dato che per legge – se c’è il consenso di una delle due parti coinvolte – le chat si possono divulgare. “Se c’è il consenso di uno dei due partecipanti alle chat, mi pare che questo ci sia se parliamo di Medugno, non dovrebbero esserci problemi sul piano legale o ripercussioni” – ha detto Leonardo D’Erasmo – “Anche se poi queste conversazioni dovrebbero essere state consegnate non direttamente da uno dei soggetti in questione ma dal manager o l’ex manager del ragazzo, Piscopo. In seconda battuta è stato proprio Medugno a parlare con Corona ospitato in una puntata di Falsissimo. Quindi, sul fatto che uno dei due partecipanti alle chat private abbia dato il consenso di pubblicazione e diffusione non ci piove“.

Sulla denuncia per revenge, invece, D’Erasmo è stato più cauto: “Quello che riguarda il revenge è spinoso. Se le chat contengono immagini o contenuti destinati a rimanere privati, la diffusione in questo caso è un reato. Anche se chi le pubblica è uno dei due partecipanti alla chat. Non so se la Procura può escludere in modo assoluto che ci sia la configurazione del revenge (…) Dare il consenso all’invio non presuppone anche il consenso alla diffusione. Io non lo escluderei in maniera assoluta”. Insomma, stando alle parole dell’avvocato, Fabrizio Corona non rischierebbe nulla per la diffusione delle chat, ma potrebbe rischiare per la diffusione delle immagini private di Alfonso Signorini.

Cosa rischia Alfonso Signorini

D’Erasmo, citando la denuncia di Medugno, ha detto che l’accusa di violenza potrebbe essere caduta in prescrizione perché i fatti risalirebbero al 2022, mentre il tentativo di estorsione no, perché i termini di legge per la prescrizione è di sei anni e mezzo.

Bisogna fare alcune precisazioni” – ha detto l’avvocato – “Corona all’interno della puntata di Falsissimo fa riferimento ad alcuni articoli del Codice, ma gli sfugge un aspetto: l’estorsione c’è quando arriva la minaccia. Non la promessa. Nel senso: se io prometto al soggetto ‘Se vieni al letto con me avrai un vantaggio’, non c’è estorsione. L’estorsione si configura quando si dice: ‘Se non vieni al letto con me, non lavorerai mai più’. Questo non sembra essere avvenuto. Se, all’interno di tutte le chat non compare questo tipo di minaccia, l’estorsione non può essere annoverata fra le conseguenze possibili. Poi, nel caso ci fossero gli estremi di estorsione, bisogna capire se sia stata conclamata o se si è trattato di un mero tentativo. (…) Tutto è ancora da definire, bisogna continuare a essere garantisti”.

Nel dubbio, secondo l’avvocato D’Erasmo, Signorini avrebbe comunque fatto un passo falso in termini di strategia difensiva: aver permesso a Fabrizio Corona di rilasciare una dichiarazione spontanea al Procuratore. “Signorini attraverso i propri legali un autogol in questa situazione l’ha commesso. Nel senso che dare l’opportunità a Corona di recarsi davanti a un Pubblico Ministero, sostenere l’interrogatorio e dire la propria non so quanto possa essere stato conveniente. Si tratta comunque di una eventuale leggerezza strategica e non di un errore tecnico ovviamente“.

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