LGBT

Chivasso, violenza su un furgone a un 18enne conosciuto su Grindr

Fabiano Minacci 09/03/2026

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Un ragazzo di 18 anni qualche giorno fa si è presentato al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Chivasso con evidenti segni di percosse e ha raccontato ai medici di essere stato costretto ad avere un rapporto intimo contro la sua volontà.

Secondo il suo racconto, tutto sarebbe iniziato online -più precisamente su Grindr– dove aveva conosciuto un uomo molto più grande di lui e aveva deciso di incontrarlo. Dopo alcuni scambi di messaggi aveva deciso di incontrarlo in zona via Blatta, a Chivasso. Una volta raggiunto il luogo dell’appuntamento, il ragazzo sarebbe salito sul furgone dell’uomo, un Fiat Doblò parcheggiato lì vicino, e fra i due all’inizio ci sarebbero state alcune effusioni consensuali. Ma quando il 18enne ha esplicitato di non voler continuare a fare altro, la situazione sarebbe degenerata e l’uomo lo avrebbe aggredito, colpito e costretto con la forza ad avere un rapporto non protetto.

Dopo l’aggressione il ragazzo è riuscito ad allontanarsi e ha raggiunto a piedi l’Ospedale, dove ha chiesto aiuto e ha raccontato la sua storia. I medici lo hanno curato per le ferite e hanno avviato la profilassi post-esposizione, prevista nei casi di violenza, per ridurre il rischio di aver contratto l’HIV.

Secondo quanto riportato dal portale PrimaChivasso che ha diffuso la notizia, il 18enne avrebbe chiesto ai sanitari di non raccontare niente ai suoi genitori (“Vi prego, non ditelo ai miei genitori“, virgoletta il giornalista Marco Bogetto), ma come ha poi sottolineato, in questo caso la legge è chiara. La vittima, essendo maggiorenne, gode della piena tutela della privacy e i medici sono vincolati al segreto professionale e non informeranno i genitori senza il suo esplicito consenso.

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