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Chiara Ferragni prosciolta dall’accusa di truffa aggravata si emoziona: “Fine di un incubo, grazie ai follower”
Anthony Festa 14/01/2026

Sono passati più di due anni da quando è scoppiato il Pandoro Gate, era infatti il 15 dicembre 2023 quando l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha inflitto una sanzione di oltre un milione di euro alle società di Chiara Ferragni e a Balocco per una “pratica commerciale scorretta” legata alla vendita del pandoro “Pink Christmas”. Da quel momento è iniziato un caso giudiziario, l’imprenditrice digitale si è anche accordata con ACGM per una sanzione di 1,1 milione di euro e con il Codacons, che aveva richiesto 150 euro per tutti i consumatori che si erano rivolti all’associazione e un versamento di 200.000 euro destinato a un ente contro la violenza.
Nonostante gli accordi con Codacons e AGCM, lo scorso novembre in un’udienza hanno contestato alla regina delle influencer il reato di truffa aggravata, chiedendo la condanna a un anno e otto mesi. Dopo la batosta di due mesi fa, oggi il processo si è chiuso nel migliore dei modi per la 38enne, che ha esultato davanti ai giornalisti dopo essere stata prosciolta dall’accusa di truffa aggravata.
Chiara Ferragni festeggia: “Sono molto felice!”.
Il processo del Pandoro Gate è finito, la nota imprenditrice milanese è stata prosciolta per una questione tecnica: dopo gli accordi il Codacons e l’AGCM un anno fa hanno ritirato le denunce, quindi non era più possibile andare avanti con l’accusa di “truffa” e per procedere d’ufficio serve l’accusa di “truffa aggravata”, ma il giudice non ha riconosciuto questa aggravante e infatti ha disposto il proscioglimento.
Chiara Ferragni sollevata dall’esito di questo lungo processo ha rilasciato qualche dichiarazione ai giornalisti e si è emozionata: “È andata bene, devo ringraziare tutte le persone che mi sono state vicine in questi momenti. Sono molto felice, è finito un incubo. Ringrazio i miei avvocati e i miei follower che, per due anni, mi hanno sostenuta fino a qui. Sono commossa, siamo tutti commossi, grazie ai miei avvocati“.
Poco dopo la notizia è intervenuta anche Selvaggia Lucarelli, altra vera protagonista del Pandoro Gate, che a fine 2022 ha sollevato dubbi sull’operazione Balocco, scrivendo di scarsa trasparenza sulla questione beneficenza legata ai pandori brandizzati. Oggi la giornalista ha fatto delle precisazioni: “La vicenda spiegata in breve: per procedere per il reato di truffa servivano le querele che inizialmente c’erano. Codacons aveva ritirato le querele grazie a un accordo mediante risarcimento. Dunque, senza quelle querele, era impossibile processarla per truffa semplice. Quella aggravata (che procede anche senza querele) non ha retto perché mancavano le aggravanti. Tecnicamente è stata prosciolta, non assolta. Resta invece colpevole di pubblicità ingannevole, e sul fronte amministrativo ha estinto il suo debito pagando 3 milioni e mezzo di euro tra multe e donazioni“.








